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Sabato 10 Dicembre 2016

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Ore decisive per Don’t touch  Il Riesame discute e si riserva
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Ore decisive per Don’t touch
Il Riesame discute e si riserva

Latina

Sono ore decisive per l’operazione Don’Touch. I giudici ieri si sono riservati e non hanno sciolto la riserva dopo le richieste presentate dal collegio difensivo che ha chiesto l’annullamento della misura cautelare per i propri assistiti.

Alle 9,30 è iniziata la discussione che è andata avanti fino al primo pomeriggio e sono state discusse le posizioni di sette indagati. Ci vorranno le prossime ore, probabilmente già oggi ma anche domani, per conoscere il dispositivo e quello che decideranno i magistrati romani. L’udienza di ieri rappresenta per l’inchiesta un esame,un banco di prova importante dopo che i pm hanno contestato a vario titolo l’associazione a delinquere. Ieri si è svolta la prima tranche dei ricorsi presentati da alcuni dei 24 indagati dell’operazione condotta dalla Squadra Mobile 15 giorni fa.

Forse oggi conoscerà
la decisione per gli
indagati che hanno
impugnato la misura
cautelare del gip.

Dopo il rigetto delle istanze di scarcerazione da parte del gip Giuseppe Cario che ha firmato la misura cautelare, il collegio difensivo, composto dagli avvocati Leone Zeppieri, Gaetano Marino, Pasquale Cardillo Cupo e Fabrizio D’Amico, ha impugnato il provvedimento per Natan Altomare, Gianluca Tuma, Davide Giordani, Francesco Falco, Giuseppe Travali e Ionel Caldararu. In aula erano presenti anche i pubblici ministeri Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro che hanno coordinato le indagini e che hanno portato nuovi documenti, tra cui una dichiarazione a sommarie informazioni della vittima della presunta estorsione che vere come indagato proprio Altomare in merito al suo rapporto di lavoro con la Progetto Amico.

Un elemento che per i pm ha come obiettivo quello di rinforzare le accuse ma gli inquirenti hanno depositato anche altre integrazioni investigative con i verbali di alcune persone, sono nuovi testimoni ascoltati in questi giorni e che sono state consegnate ai pubblici ministeri. La difesa invece ha consegnato ulteriori documenti nel tentativo di sostenere la completa estraneità ai fatti del proprio assistito, a partire da alcune email, messaggi di WhatsApp e un messaggio di posta elettronica dove lo stesso Altomare dice alla vittima della presunta estorsione che è in arretrato di stipendi da diversi mesi e che ha il mutuo da pagare.


E poi sono stati presentati anche dei messaggi con relativo scambio di auguri del 2014 tra lo stesso Altomare e il responsabile di Progetto Amico.«Se qualcuno pensa che si debba moralizzare la politica con le manette è totalmente fuori strada - ha detto Cardillo Cupo in aula - per le manette servono i reati eper Altomare non esistono». Intanto nei prossimi giorni saranno discussi i casi anche degli altri indagati tra cui quello dell’agente di polizia e dei due carabinieri accusati di aver «passato» delle notizie riservate ad alcune persone indagate nell’inchiesta. Quasi di sicuro per i tre investigatori accusati di rivelazione di segreto d’ufficio l’udienza è stata fissata per venerdì sempre al Riesame.

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