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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Caso rifiuti,  il diktat di Daneco
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Caso rifiuti,
il diktat di Daneco

Latina

Il tono usato da Daneco Impianti nella mail inviata al Commissario Barbato e al Presidente Quattrociocchi è di quelli che non lasciano margini; due giorni fa il socio privato di Latina Ambiente ha intimato a entrambi la convocazione di un’assemblea dei soci con un punto all’ordine del giorno da inserire assolutamente, ossia la nomina del consiglio di amministrazione; in second’ordine Daneco fa rilevare formalmente che il bilancio, così come è stato presentato dal professor Quattrociocchi, manca di elementi sostanziali che se fossero stati valutati avrebbero portato ad altre conclusioni. Dunque bacchettate per tutti da parte della famiglia Colucci.

Il bilancio cui si fa riferimento è quello che avrebbe poi imposto la ricapitalizzazione della spa, cui Daneco si rifiuta di partecipare. Circa la nomina dei nuovi membri del consiglio di amministrazione si tratta del passaggio più delicato, perché questo punto era anche all’ordine del giorno dell’assemblea convocata per il 21 ottobre e alla quale Massimo Ferlini, l’ad di Daneco, non ha partecipato. Possibile che ci abbia ripensato dopo solo pochi giorni? In realtà Daneco è consapevole del fatto che la messa in liquidazione è inevitabile, pertanto non vuole nominare un nuovo consiglio di amministrazione, quanto partecipare alla designazione del liquidatore della società.

La battaglia si sposta
sul nome del
liquidatore e sui controlli relativi ai conti
degli ultimi anni.

Che invece potrebbe arrivare dal Tribunale di Latina, dove il Presidente del collegio dei sindaci, Bernardino Quattrociocchi, ha depositato la richiesta due giorni fa. Però sussiste un lasso di tempo entro il quale, sul piano strettamente tecnico, potrebbero succedere entrambe le cose. La valutazione della liquidazione della Latina Ambiente spa non sarà fatta prima della Camera di Consiglio dell’undici novembre prossimo. E intanto l’intimazione della Daneco potrebbe essere effettivamente accolta da Quattrociocchi con la convocazione di una nuova assemblea per il 2 o 3 novembre prossimo e solo allora si saprà cosa intende fare davvero Daneco per conto dei Colucci.

Va ricordato che il socio privato ha per statuto la maggioranza dei membri del cda quindi, con un’assemblea valida, potrebbe far valere questa posizione dominante rispetto al socio pubblico, ossia il Comune. Però è altresì vero che ogni decisione va presa con una rappresentanza del 65% delle azioni quindi anche il Comune e per esso il Commissario Barbato può porre dei veti. Con la mail contenente la richiesta di convocazione Daneco ha avviato la sua battaglia legale che potrebbe arrivare anche ad una richiesta di risarcimento del danno in caso di messa in liquidazione formale, senza il passaggio in assemblea.

Il punto dirimente però è un altro: i due soci adesso si odiano, non si fidano più l’uno dell’altro e dunque il rapporto di collaborazione che è alla base del contratto di servizio è minato alle fondamenta. E anche Daneco, d’altro canto, rischia pesanti accuse sui conti poiché il liquidatore che verrà sarà obbligato a relazionare alla Procura sulle spese, le entrate, le fatture degli ultimi anni. Ed è lo spettro che spaventa la vecchia gestione persino più dei rifiuti per strada.

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