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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Al lavoro in t-shirt e bermuda  Licenziato e reintegrato
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Al lavoro in t-shirt e bermuda
Licenziato e reintegrato

Latina

Era stato licenziato per un motivo molto semplice ed evidente: indossava bermuda e infradito e il suo comportamento era stato negligente. Inoltre quel giorno di metà luglio, due sconosciuti a bordo di una moto gli avevano strappato lo zaino che aveva a tracolla portandogli via oltre 100mila euro. Poche settimane dopo si era ritrovato senza lavoro dopo che per dieci anni aveva fatto sempre quello: il vigilantes anche di mezzi blindati. S.M., ex dipendente della Metronotte, era impegnato in un servizio di trasporto di denaro contante, come spesso avviene e quando è stato vittima del furto, l’azienda con una lettera gli ha dato il benservito contestando un comportamento negligente ed è arrivato il licenziamento in tronco.

La tesi dei legali
dell’addetto alla sicurezza ha convinto il giudice Diana che ha
emesso la sentenza.

Lui però ha presentato un ricorso che ha vinto e nei giorni scorsi la sezione lavoro del Tribunale di Latina e il giudice Corradino Diana hanno dato ragione al dipendente, difeso dagli avvocati Francesco e Marco Autieri che hanno sostenuto una tesi: era stata proprio l’azienda a chiedere al dipendente in occasione di trasporti particolari e di ingente somme di denaro, di indossare degli abiti per restare in incognito, non dare nell’ occhio, insomma mantenere un basso profilo e confondersi. E il vigilantes quell’invito lo aveva preso fin troppo alla lettera ed è stato di parola, presentandosi, anche perchè era piena estate, con un abbigliamento quasi da spiaggia in occasione di un trasporto di una somma di denaro a Ponza.

Dopo il furto con destrezza che aveva subito, nel settembre del 2014 ad S.M. era arrivata la lettera di licenziamento che è stata impugnata. Già in passato era stato sorpreso in abiti più da mare che da lavoro ma in quel caso non aveva subito alcun ammonimento se non un richiamo verbale. In questa circostanza invece per lui è arrivato il licenziamento ma il magistrato del Tribunale dopo la discussione ha sciolto la riserva e ha disposto la reintegra del dipendente con un risarcimento del danno pari a cinque mensilità dell’ultima retribuzione.

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