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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Indeco, la discarica  è esaurita
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Indeco, la discarica
è esaurita

Latina

L’invaso gestito da Indeco a Borgo Montello è saturo. Lo ha certificato il perito incaricato dal sostituto procuratore Luigia Spinelli che ha effettuato un sopralluogo nella discarica e validato ciò che aveva sostenuto l’amministratore di Indeco srl in una nota alla stessa Procura di Latina. Al momento in cui è stata stilata la perizia l’invaso poteva accogliere solo altri 15 camion di materiale di risulta del trattamento dei rifiuti solidi urbani, per la maggior parte provenienti dallo stabilimento Rida di Aprilia presso il quale conferiscono i Comuni della provincia di Latina più 22 centri della provincia di Roma.

Negli ultimi due mesi la Rida era stata invitata da Indeco a diminuire i conferimenti proprio perché l’invaso era prossimo alla saturazione. Ieri dunque la Procura ha comunicato formalmente al Comune di Latina, alla Regione Lazio e alla Prefettura che l’invaso è pieno e proprio oggi questo elemento sarà preso in considerazione nel corso della Conferenza di servizi già fissata per completare l’iter che prelude all’autorizzazione ad un ampliamento che, tecnicamente, porta il nome di sovralzo ma che consentirà di ospitare altri 165mila metri cubi di materiale di risulta dei rifiuti urbani.

Per l’autorizzazione
erano stati chiesti interventi più
stringenti sulla bonifica
dei vecchi siti che inquinano le falde soggiacenti
Una storia iniziata dieci anni fa.


Il nodo bonifica.Val la pena ricordare il motivo per il quale l’invaso è arrivato a questo punto: per l’autorizzazione all’ampliamento era propedeutico il completamento della bonifica dei vecchi siti, procedimento sul quale soprattutto la Provincia, insieme ad Arpa Lazio, hanno sollevato una serie di eccezioni. L’ultimo step, due mesi fa, con la certificazione di assenza di inquinamento all’esterno della zona oggetto di interventi. La bonifica era stata imposta a Indeco ed Ecoambiente congiuntamente e solo questo ultimo passaggio ha consentito che i lavori procedessero. L’operazione di bonifica dei siti di Borgo Montello utilizzati per accumulare indistintamente rifiuti urbani e industriali (almeno fino alla fine degli anni 90) venne riconosciuta come improcrastinabile dalla conferenza di servizi del 2005, la stessa che accertò la contaminazione delle falde soggiacenti, su cui si tiene a latere il processo per inquinamento a carico dei vertici di Ecoambiente. Sono passati quindi dieci anni dal primo allarme sulla parte più vecchia della discarica che, però, progressivamente è cresciuta fino ad occupare oggi 50 ettari a nord della città, nei pressi di un fiume e in pieno centro abitato.


Emergenza e no. In queste ore si sta dunque valutando quanto può incidere il blocco eventuale dei conferimenti presso Indeco su una possibile emergenza. Dal punto di vista pratico il materiale di risulta verrebbe dirottato verso altre discariche simili, cosa che in parte già avviene per i camion della Rida di Aprilia. Ma a medio termine un invaso a servizio dei Comuni pontini è necessario e su questo punto oggi si dovrà necessariamente confrontare la conferenza di servizi. L’emergenza è un elemento che ha sempre con tanto moltissimo nelle autorizzazioni per nuove discariche o per gli ampliamenti. E anche questa volta sarà così. Indeco ha sollevato il problema a dieci giorni esatti dalla conferenza decisiva per il sì al nuovo sovralzo. La Regione, che ha un ruolo determinante nel via libera al sovralzo per Indeco, aveva finora sostenuto che non ci sarebbero stati ampliamenti su Montello, bensì si sarebbe andati verso una progressiva diminuzione dei volumi. Oggi è arrivato il momento di chiamare le cose e i provvedimenti per quello che sono veramente: Montello continua ad essere una discarica molto importante per il Lazio, sta per crescere di nuovo e molto probabilmente non chiuderà mai. Certamente non chiuderà per i prossimi 165mila metri cubi.

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