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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Carcere confermato  per Tuma
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Carcere confermato
per Tuma

Latina

Il Tribunale del Riesame ha promosso l’impianto accusatorio dell’operazione Don’t touch, ad eccezione dei ruoli di Natan Altomare e Ionel Caldararu rimessi entrambi in libertà con tanto di annullamento delle ordinanze di custodia cautelare come richiesto dai rispettivi difensori Pasquale Cardillo Cupo e Oreste Palmieri. Nella giornata di ieri il collegio dei giudici ha respinto le istanze di scarcerazione presentate dagli avvocati di Gianluca Tuma, Giuseppe Travali, Francesco Falco e Davide Giordani, di fatto giustificando la fondatezza delle esigenze cautelari che il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario aveva fatto proprie accogliendo le richieste formulate dai sostituti procuratori Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro sulla base delle indagini condotte dalla Squadra Mobile. 

È stato un grave
errore di valutazione
arrestare Altomare.
L’avvocato
Cardillo Cupo.

Regge quindi l’impianto dell’associazione per delinquere visto che il Riesame ha lasciato dietro le sbarre sia la figura di spicco dell’ala imprenditoriale, vale a dire Gianluca Tuma, che uno degli elementi di congiunzione, vale a dire Giuseppe Travali. La scarcerazione di Natan Altomare è invece inaspettata, almeno rispetto al ruolo disegnato dagli investigatori della Questura. Anche e soprattutto perché dopo gli arresti, la vittima di una sua presunta estorsione, ossia il gestore di una struttura sanitaria per la quale Altomare aveva lavorato, era stata chiamata a confermare le accuse arricchendo la sua denuncia di nuovi particolari. Materiale che i magistrati inquirenti Spinelli e De Lazzaro avevano portato davanti al collegio dei giudici del Riesame, insieme ad altri elementi di prova fino a quel momento rimasti fuori dall’ordinanza di custodia cautelare, per garantire vigore all’indagine.


In attesa di conoscere le motivazioni del Riesame, quindi capire sulla base di quale presupposto siano state annullate le ordinanze, l’avvocato Cardillo Cupo ci tiene a osservare che l’arresto del suo assistito «è stato un errore di valutazione grave, che ha portato Altomare ad essere rappresentato come un mostro per venti giorni, nonostante i giudici abbiano rilevato l’assenza di un quadro indiziario certo». Stesso discorso per il romeno Caldararu che si è difeso dicendo di essere soltanto un giardiniere e non la figura di spicco di una banda di ladri - come sostiene invece la Mobile - al servizio proprio di Altomare. Oggi quindi i giudici del Riesame sono chiamati a esprimersi sulle posizioni degli altri indagati, tra i quali spicca ilnome diCarlo Ninnolino,l’assistente capo della Polizia di Stato accusato di informare gli indagati, attraverso un tramite, quando faceva parte dello stesso pool di detective che lavorava all’indagine Don’t touch.

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