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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Antonio Lollo  è libero
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Lollo, l’inchiesta
chiusa entro l’anno

Latina

Dopo che anche l’ex giudice Antonio Lollo è tornato in completa libertà lasciando gli arresti domiciliari dove era detenuto, l’inchiesta sullo scandalo dei fallimenti pilotati in Tribunale è (quasi) completa. Il pubblico ministero di Perugia Massimo Casucci e il Procuratore Aggiunto Antonella Duchini, attendono soltanto l’esito della corposa perizia disposta subito dopo lo scoppio dello scandalo e che è stata affidata al consulente Francesco Patumi che nei giorni scorsi è arrivato in Tribunale per raccogliere altri fascicoli. 

L’ex toga:
«E’ sempre stato lui ad avvicinarmi e
chiedermi una mano e io
non mi sono mai rifiutato ma il patto corruttivo
non era stabile
ma era occasionale».

Una parte dei riscontri che gli inquirenti cercavano, relativi ad alcuni fallimenti, sono già arrivati e all’appello mancano altri fascicoli, poi la situazione sarà definitivamente completa e non è escluso che entro la fine dell’anno la Procura di Perugia chiuda l’inchiesta con la notifica per i 14 indagati che adesso sono tutti in stato di libertà. A mettere un punto fermo è stato proprio l’incidente probatorio a cui è stato sottoposto l’ex giudice del Tribunale di Latina Antonio Lollo. Proprio sulla scorta dell’esame che si è svolto a Perugia è emerso anche il ruolo di un amico di lunga data di Lollo, un avvocato, a cui sono stati affidati diversi incarichi. 

E proprio quest’ultimo professionista potrebbe essere l’ultimo in ordine di tempo degli indagati. «Continuò a chidermi delle cause, nomine e non potei più nominare lui e iniziai a nominare avvocati del suo studio che erano perfetti sconosciuti agli occhi del Tribunale e quindi a maggior ragione dei miei colleghi - ha raccontato Lollo - nel corso dell’incidente probatorio - da ultimo, gli ho dato due importanti procedure che concordammo ovviamente con lui ma non stipulai delle percentuali».

Nel corso della sua deposizione Lollo non esclude di aver aiutato l’amico anche in altre cause ma quando è stato ascoltato dai pm non si ricordava i nomi anche se ha puntualizzato che si trattava di un accordo corruttivo occasionale e senza percentuale. «Era lui che mi sollecitava - ha aggiunto Lollo - ed è sempre stato lui ad avvicinarmi e chiedermi una mano e io non mi sono mai rifiutato».

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