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Sabato 10 Dicembre 2016

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Tutti in audizione  all’Antimafia
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Tutti in audizione
all’Antimafia

Latina

E adesso tutti in audizione a Palazzo San Macuto, presso la Commissione Antimafia. L’operazione «Don’t touch» con i suoi strascichi intimidatori e, a latere, le indagini sull’urbanistica, la presenza determinante in città del gruppo criminale organizzato dei Ciarelli-Di Silvio, i contatti con la pubblica amministrazione e un filo nero che avvolge il capoluogo: ce n’è abbastanza per programmare una seduta interamente dedicata alla provincia di Latina. Che arriva a meno di un anno dall’altra analoga, tenutasi in Prefettura a Latina il 12 dicembre 2014, a pochi giorni dagli annunci funebri sul giudice Lucia Aielli e dalla manifestazione popolare di vicinanza al magistrato.

L’iniziativa a meno
di un anno dalla riunione
straordinaria dell’organismo
di inchiesta parlamentare
in Prefettura dopo le minacce al giudice Aielli.

Dunque è un «appuntamento» che ritorna e prova che esiste un problema grave ancora da affrontare a tutto tondo. La Commissione ha per ora previsto si sentire il Prefetto Pierluigi Faloni, il Procuratore della Repubblica, Andrea De Gasperis e l’aggiunto Nunzia D’Elia che ha seguito direttamente e firmato le misure restrittive dell’operazione «Don’t touch», il questore Giuseppe De Matteis, i sostituti che hanno seguito l’inchiesta. 

A disposizione dei commissari parlamentari non ci sono solo gli atti di quest’ultima indagine ma anche quelli del più famoso processo Caronte, per il quale appena dieci giorni fa è stato pronunciato il verdetto di Appello con condanne che complessivamente ammontano a duecento anni di carcere e muovono dalla constatazione della presenza in città di un gruppo criminale, riconducibile alle famiglie Ciarelli e Di Silvio, che controlla con metodi violenti una serie impressionante di attività illecite, a cominciare dall’usura.

E questo è il capitolo ultimo della storia di illeciti, violenze, tentati omicidi e omicidi veri, controllo ferreo dell’usura e del traffico degli stupefacenti, rapporti con altre organizzazioni criminali. Di nuovo questa volta ci sono i contatti con la pubblica amministrazione: va ricordato che tra gli indagati di «Don’t touch» c’è anche il parlamentare di Fratelli d’Italia, Pasquale Maietta, già assessore al bilancio del Comune di Latina e tra i più votati del suo partito a livello nazionale. E’ finito nelle intercettazioni per via del rapporto di amicizia che lo lega da sempre al principale indagato, Costantino Di Silvio detto Cha Cha, accusato di vari reati gravi, oltre che di «controllare» gli eventi sportivi della squadra del Latina Calcio, di cui Maietta è Presidente. 

L’audizione in Commissione Antimafia dovrebbe essere fissata per fine mese, è già calendarizzata anche se la data precisa non è stata resa nota ma rientra negli approfondimenti della presenza delle mafie nel Lazio oltre Roma e gli eventuali legami con i gruppi che operano nella capitale e sul litorale romano. E’ possibile che da questo step della Commissione possano emergere anche ulteriori dettagli delle altre indagini tuttora in corso, specie in relazione ad eventuali contatti tra gruppi criminali e l’amministrazione comunale.

Elemento già emerso in passato con la pensione di invalidità ottenuta da Antonio Ciarelli, grazie a documentazione non veritiera che secondo la Procura di Latina fu prodotta e/o agevolata dall’ex vicesindaco di Latina Maurizio Galardo. Anche questa inchiesta (su cui però la Procura di Latina ha avanzato richiesta di archiviazione) è allegata al dossier Latina depositato in Commissione parlamentare. E’ la seconda volta in un anno che si cerca di ricostruire la storia criminale più recente della città, che, proprio come prova «Don’t touche» affonda le radici sia nel predominio dei Ciarelli-Di Silvio, sia nella biografia di alcune vecchie glorie dell’ambiente, come Gianluca Tuma.

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