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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Gianluca Tuma mentre lascia la Questura di Latina
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Don’t touch,
accuse blindate

Latina

Gli inquirenti sono convinti di aver superato uno scoglio insidioso e imprevedibile come quello del Tribunale del Riesame dove le accuse hanno retto. In Procura tirano le primissime somme dell’inchiesta che lo scorso 12 ottobre ha portato a Latina 24 arresti per associazione a delinquere, estorsione, usura e rivelazione di segreto d’ufficio. L’assetto accusatorio, ridisegnato anche a ridosso delle udienze che si sono svolte a Roma dai pubblici ministeri Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro, sulla scorta dei nuovi documenti che sono stati portati in aula, ha retto praticamente nella sua totalità a partire dal reato contestato più grave quello del vincolo associativo.

Tra i reati contestati  quelli del vincolo associativo
per l’usura, l’estorsione
e la rivelazione
di segreto d’ufficio.

Le accuse hanno retto per tutti tranne due posizioni che sono state completamente rivisitate alla luce degli interrogatori di garanzia e soprattutto dell’udienza di Roma. Le due uniche scarcerazioni, senza alcun obbligo, sono state quelle di Natan Altomare, accusato di una presunta estorsione ai danni di una cooperativa e di aver commissionato una serie furti in villa. E l’altra scarcerazione è quella di un cittadino romeno. L’indizio che ha indirizzato gli investigatori della Squadra Mobile ad Altomare è rappresentato dalla Bmw che ha venduto ad alcuni romeni.

Al Riesame Altomare ha portato una serie di contratti, tra cui uno dell’Aci che certifica il passaggio di proprietà e poi in merito all’estorsione ai danni di Menna, ha sostenuto che i rapporti con lui erano buoni, come testimoniato anche da alcuni messaggi che il suo difensore ha portato ai magistrati. Oltre ad Altomare anche Ionel Caldararu è tornato completamente in libertà senza alcun vincolo e anche per lui è stata annullata di fatto l’ordinanza di custodia cautelare del gip Giuseppe Cario.

Hanno retto invece le accuse per tutti gli altri indagati sottoposti alla misura restrittiva del carcere, i giudici del Riesame hanno modificato la misura restrittiva per Fabio Bortolin e Dario Gabrielli che sono finiti agli arresti domiciliari. Se per gli investigatori il pronunciamento del Riesame rappresenta un tassello importante e uno step inevitabile anche in prospettiva del processo e che rafforza il teorema dei pubblici ministeri, per il collegio difensivo è l’occasione per andare oltre e puntare in questo caso alla Cassazione. Alcuni degli indagati puntano alla Suprema Corte per sradicare le accuse che fino a questo momento sono rimaste integre. Materia per i giudici.

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