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Domenica 11 Dicembre 2016

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Don’t touch,  ultimo atto
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Don’t touch,
ultimo atto

Latina

Ultima tranche ieri a Roma davanti ai giudici del Tribunale del Riesame per cinque indagati che hanno presentato ricorso avverso la misura restrittiva emessa dal gip Giuseppe Cario dell’operazione che è stata ribattezzata Don’t Touch. Davanti al Collegio composto dai giudici Nicolò Marino, Maria Viscito e Roberta Conforti, sono state discusse le posizioni di Salvatore ed Angelo Travali, Francesco Viola, Antonio Neroni detto Caniggia e Antonio Giovannelli. Gli avvocati Leone Zeppieri, Pasquale Cardillo Cupo e Leonardo Palombi hanno chiesto per i propri assistiti l’annullamento della misura restrittiva e in sub ordine la riforma dell’ordinanza. 

Nei giorni scorsi i
giudici romani
avevano confermato in blocco l’impalcatura
accusatoria
degli investigatori.

I giudici si sono riservati e con ogni probabilità tra oggi e domani scioglieranno la riserva ed emetteranno il dispositivo. Nei giorni scorsi i magistrati romani avevano di fatto confermato quasi in blocco l’accusa della Procura di Latina. Le uniche scarcerazioni hanno interessato oltre a Natan Altomare, anche Ionel Caldararu mentre per Fabio Bortolin e Dario Gabrielli i giudici avevano concesso il beneficio degli arresti domiciliari. In sede di interrogatorio di garanzia invece era stato rimesso completamente in libertà il carabiniere Giuseppe Di Lorenzo, accusato di passare, insieme ad altri due investigatori che invece sono rimasti in carcere, notizie riservate sullo stato delle indagini agli indagati.

Le accuse contestate a vario titolo nell’ordinanza di custodia cautelare sono quelle di associazione a delinquere e poi di estorsione, usura ma anche detenzione illegale di armi. Le indagini dell’operazione Don’ t Touch sono scattate dopo la gambizzazione di un tabaccaio in via dei Mille a Latina, dalle intercettazioni telefoniche e da altri riscontri anche ambientali, gli agenti della Squadra Mobile hanno ricostruito uno scenario di affari illeciti, dalle estorsioni, alla detenzione di armi, all’usura che ha portato poi i pubblici ministeri Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro a contestare il vincolo associativo.

Tra le accuse oltre  all’associazione
anche estorsione e poi usura.

Per alcuni degli indagati a cui è stata confermata la misura restrittiva il collegio difensivo attende il deposito delle motivazioni per poi impugnare eventualmente il dispositivo anche in Cassazione. L’operazione Don’t Touch era scattata all’alba dello scorso 12 ottobre quando erano state eseguite 24 ordinanze di custodia cautelare, tutte in carcere.

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