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Sabato 03 Dicembre 2016

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L’operazione Don’t Touch era scattata lo scorso il 12 ottobre sopra Salvatore Travali
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L'udienza
oggi l’ultima riserva

Latina

Oggi, o al massimo domani si conoscerà la decisione dei giudici del Tribunale del Riesame di Roma per gli ultimi indagati dell’inchiesta Don’t Touch che hanno presentato ricorso e che hanno impugnato l’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso 12 ottobre dal gip del Tribunale Giuseppe Cario. Il termine per il deposito del dispositivo scade infatti il 7 novembre. Hanno chiesto l’annullamento del provvedimento restrittivo o una misura cautelare meno afflittiva i fratelli Angelo e Salvatore Travali e poi Francesco Viola, Antonio Giovannelli e Antonio Neroni, conosciuto come «Caniggia».

Le difese hanno
chiesto l’annullamento
per Travali, Viola,
Neroni e Giovannelli.

Mercoledì a Roma si è svolta la discussione da parte del collegio difensivo che ora attende lo scioglimento della riserva. E’ questo l’ultimo step dell’inchiesta che è ancora in fase di indagini preliminari e che prosegue anche se viene mantenuto uno strettissimo riserbo sulla piega che stanno prendendo gli accertamenti. E’ chiaro che il pronunciamento dei giorni scorsi per tutti gli arrestati che hanno presentato ricorso, anche se le posizioni processuali sono diverse, potrebbe da certi punti di vista rappresentare un indicazione su quello che decideranno i giudici nei confronti di alcuni indagati che sono tutti detenuti in carcere. Gli inquirenti sono convinti che la tenuta del castello accusatorio possa reggere anche in questo ultimo atto, dopo che il Riesame ha confermato praticamente in blocco l’impalcatura accusatoria per tutti, sia per gli investigatori accusati di cedere notizie riservate, che per tutti gli altri, tranne che per Natan Altomare e un cittadino romeno, si tratta di Ionet Caldararu. 

Il primo è accusato di tentata estorsione e di aver commissionato dei furti, mentre il cittadino straniero è ritenuto l’autore materiale dei colpi in villa. Le accuse a vario titolo sono quelle di associazione a delinquere e poi usura ed estorsione ma in alcuni casi anche di detenzione illegale di arma da fuoco. Le indagini sono scattate nel corso del ferimento di un tabaccaio avvenuto nell’agosto del 2014 in via dei Mille a Latina. Proprio da quell’episodio, dalle intercettazioni telefoniche e ambientali si è aperto un nuovo scenario ai poliziotti che poi lo scorso 12 ottobre hanno tirato le somme.

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