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Martedì 06 Dicembre 2016

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Stadio, Palasport e Teatro  Benvenuti nella città inagibile
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Stadio, Palasport e Teatro
Benvenuti nella città inagibile

Latina

C’è una parola chiave che unisce poco più di un chilometro quadrato. E’una parolache percorre la circonvallazione, accarezza e si infila nel Teatro Comunale Gabriele D’Annunzio e sale sulpalco. Poi supera due semafori, gira in via Volturno e imbocca via dei Mille dove c’è il Palasport e la piscina anche questa Comunale. Benvenuti a Latina, recita l’aiuola all’ingresso di Borgo Piave, città europea dello sport, come era stato sbandierato dalla vecchia amministrazione comunale ma quel vessillo ora è sbiadito, opaco, si è malinconicamente sfilacciato.

 La resa dei conti con gli impianti non solo sportivi che mostrano i segni del tempo,vedi lo Stadio e il Palazzetto dello Sport, oppure di recente costruzione come il Palacultura, portano a quella parola: inagibilità, che ha il senso di una sentenza oppure di una mappa. Dipende dai punti di vista. E’ inagibile il settore ospiti del Domenico Francioni. E’ inagibile la tribuna retrattile del Palabianchini e poi la tribuna in cemento della piscina scoperta. E’ inagibile anche il D’Annunzio che, assicurano, riaprirà a gennaio. Resta chiuso invece l’Armando Cafaro. Niente collaudo.

Il Palacultura è soltanto
l’ultima struttura
in ordine di tempo che mostra tutte le sue crepe.
Anche qui è stata
dichiarata l’inagibilità.

 Si è scoperto qualche mese fa che era così. Ma da sempre. La dichiarazione di inagibilità è la metafora di un fallimento, è il frutto di scarsa manutenzione, di sciatteria recidiva nella gestione della cosa pubblica ma anche di tanta superficialità. Prendi via Volturno e la memoria ricorda che il settore ospiti dello Stadio Domenico Francioni è sempre chiuso, non per restauro ma per un’indagine che dura da 14 mesi. Sigilli. Niente collaudo anche qui perla sicurezza degli spettatori, lo ha scoperto la Procura; o meglio il collaudo era avvenuto ma con l’ingegnere a mollo in mare durante le vacanze e con un ok arrivato via sms. E’ così da più di un anno e chissà per quanto tempo ancora.

Anche qui la parola inagibilità si è insinuata in un silenzio assordante da parte della vecchia amministrazione comunale. Nessuno si è mai fatto avanti concretamente, con grande sorpresa anche degli stessi inquirenti, per chiedere il dissequestro delle due tribune in tubi innocenti tirate su a tempo di record per la storica promozione del Latina in Serie B.Una risposta forse c’è a cercarla bene: il progetto di costruire un bel palazzo al posto delle due tribune che guardano dritte negli occhi il Palabianchini, costruito a metà degli anni Settanta, nato come palestra sportiva, trasformato impropriamente in Palasport. E’ stato ristrutturato quando l’emergenza sportiva (la promozione della pallavolo in A1 nel 2001) ha preso il sopravvento e bisognava correre ai ripari.

Il tetto fu aperto come una scatoletta di tonno e rialzato, si perse tempo perché nel progetto c’era stato qualcosa che era andato storto e poi si gestì un’emergenza nell’emergenza. Adesso la tribuna retrattile è inagibile con buona pace per la capienza dell’impianto, bocciato per ospitare i playoff scudetto e infatti tre anni fa la società fu costretta a chiedere ospitalità a Frosinone.

L’ultima inagibilità è arrivata dal Teatro, dal Palacultura inaugurato a metà degli Anni Ottanta, marmo fuori e dentro, bello, imponente, anche accogliente,con un foyer come pochi altri in Italia, ma in realtà è una gruviera: dentro ci piove ed ecco che «puntualmente» il D’Annunzio diventa inagibile e per colpa delle infiltrazioni si trasforma in un’arena. Sì, è sempre un teatro ma, a modo suo, «all’aperto». Tempo due mesi, assicurano, e riaprirà i battenti, pazienza per il Cafaro che finisce in «naftalina». Anche qui la colpa è di quella parola che a Latina è inflazionata: sì l’inagibilità. Sipario e fischi.

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