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Domenica 04 Dicembre 2016

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La società Acqualatina gestisce dal 2002 il servizio idrico integrato nella provincia pontina
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Acqua, crescono costi
e dispersione

Latina

Le tariffe rallentano, ma continuano a crescere: secondo le stime dell’Ufficio Economico Confesercenti, anche nel 2015 i prezzi di utenze e servizi aumenteranno dello 0,9%. Un ritmo dimezzato rispetto al +2% registrato lo scorso anno, ma che basta a far correre l’inflazione tariffaria al quadruplo della velocità dell’inflazione (+0,2%). Ad aumentare è soprattutto l’acqua: nel 2015 si registrano incrementi record per le tariffe dell’acqua potabile, che schizzano a +8,8% rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio economico Confesercenti. Un dato che specialmente in terra pontina non sorprende, dal momento che gli aumenti nel servizio idrico sono ormai una consuetudine.

Le reti continuano
ad essere colabrodo ma
nonostante ciò le tariffe
sono più pesanti.

In cambio, però, i cittadini non ricevono un servizio migliore rispetto al passato e la politica, invece di impegnarsi per invertire la rotta, pensa piuttosto a come spartirsi i posti nel consiglio di amministrazione di una azienda che, da qui a tre anni, dovrà effettuare qualcosa come un centinaio di milioni di euro di investimenti. «La tariffa che non accenna a frenare la sua corsa - fanno sapere da Confesercenti - è quella per il servizio idrico integrato, che nel 2015 aumenta il costo della fornitura dell’8,8% con un aggravio per famiglie e imprese che va a contrastare i benefici delle riduzioni di gas ed elettricità. Gli adeguamenti tariffari del servizio idrico stabiliti dall’AEEGSI sono legati ai fabbisogni d’investimento, stimati in 4,5 miliardi di euro.

L’avvento della gestione industriale, ancora frenato dalla frammentazione degli operatori (se ne contano ancora 2.000 con soggetti diversi per ciascuna fase del servizio), dovrebbe arrivare a determinare, per ogni “ambito territoriale”, gestore e tariffa unica». Secondo Cittadinanzattiva: «nel 2014 una famiglia italiana ha speso in media 355 euro per il servizio idrico integrato, ma ormai in molte zone del Paese più di quanto si spenda in media per l’energia elettrica (513 euro annui). I maggiori incrementi rispetto all’anno precedente si registrano a Latina e Cuneo (+17%)». Non è migliore il dato sulla dispersione idrica: in Italia in media il 37% dell’acqua immessa nelle tubature va sprecata, in aumento di tre punti percentuale rispetto al 2013.

Il problema è particolarmente grave nelle aree meridionali del Paese, contraddistinte da perdite ben al di sopra della media nazionale: spiccano in negativo Calabria (60%) e Basilicata (58%). Non va meglio al centro: nel Lazio c’è una dispersione idrica del 60% e in Abruzzo con il 53%. Relativamente più virtuose la Valle d’Aosta con il 20% di dispersione, Marche e Trentino Alto Adige con il 26%. A Latina qualcosa è migliorato, ma ancora più di un terzo dell’acqua va disperso. Troppo. E gli investimenti milionari di Acqualatina dal 2002 a oggi a cosa sono serviti? Peccato che nessuno dei sindaci soci si ponga questa domanda, impegnati a spartirsi la torta dei posti nel consiglio di amministrazione.

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