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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Caos rifiuti,  i lavoratori accusano
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Caos rifiuti,
i lavoratori accusano

Latina

Il giorno della rabbia dei lavoratori della Latina Ambiente è arrivato ieri dopo una settimana di tensioni, con i rifiuti per strada e l’accusa, non velata, che proprio gli operatori stessero «boicottando» il servizio. Nel corso della conferenza stampa convocata presso la sede della spa i rappresentanti sindacali hanno snocciolato una serie di numeri che sarebbero alla base della semi paralisi del servizio e che prescindono sia dalla volontà dei dipendenti che dalle azioni di rivendicazione sindacale. Non mancano neppure le accuse al commissario straordinario Giacomo Barbato che per i sindacati avrebbe dovuto tentare ancora di ricucire con il gruppo Colucci per evitare il fallimento della spa e garantire i lavoratori.

«Gli assessori all’igiene
urbana hanno svuotato la società affidando a cooperative esterne».

Ma il nodo di fondo riguarda lo stato della raccolta dei rifiuti: la città è visibilmente più sporca da circa 15 giorni, più o meno da quando ogni labile equilibrio tra socio pubblico (Comune) e socio privato (Colucci) si è rotto. «Seil servizio va male non è colpa dei dipendenti - dice Patrizio Cacciotti della Usb - ma del fatto che i mezzi non sono sicuri, non possono uscire perché rischierebbero sia gli operatori che i cittadini; solo oggi 40 mezzi sono rimasti bloccati per mancanza di manutenzione. I lavoratori sono qui ma di fatto non possono uscire e andare a pulire».

Sulla stessa lunghezza d’onda le parole del delegato di Ugl, Armando Valiani: «Deve essere chiaro che per noi non cambia nulla se cambia il gestore o la società, noi chiediamo solo garanzie affinché questi lavoratori, che hanno esperienza pluriennale e hanno garantito il servizio in tutte le condizioni, anche quelle limite, continuino a lavorare sul servizio rifiuti. Se poi ci sarà la Latina Ambiente o altri non ci interessa. Abbiamo fiducia nel Commissario Barbato perché rappresenta il massimo livello istituzionale e ci ha detto che inserirà una clausola di garanzia nel bando per scegliere il gestore dei rifiuti. Aspettiamo di leggere il bando e nel frattempo continuiamo a fare il nostro dovere».

«L’astensione dagli straordinari e lo stato di agitazione non c’entrano proprio nulla con i rifiuti per strada - aggiunge Tiziano Filosi della Cisl - il fatto è che non abbiamo i compattatori funzionanti e le officine di manutenzione non vogliono fare più credito a una società in liquidazione. Altro che caos fatto scoppiare dai lavoratori. La colpa è solo della politica. Chi ha gestito la società Latina Ambiente in questi anni? Per il 51% il Comune, dunque la politica. Bene, ne risponda. Sapete come è andata? Gli assessori all’ambiente hanno progressivamente sottratto servizi alla spa e li hanno affidati all’esterno e nel frattempo il personale è rimasto a carico della spa e intanto sono state assunte altre persone nelle coop che avevano preso i contratti esternalizzati. Di fatto è stato ‘programmato’ il fallimento di questa società».

Il personale con contratto di lavoro dipendente è composto da 176 unità e si tratta di quelli che dovrebbero beneficiare della clausola di salvaguardia nell’aggiudicazione al nuovo gestore. A latere ci sono altri 60 lavoratori dei servizi di pulizia, di cui 20 per l’igiene edilizia e 40 per l’igiene urbana. Per loro non ci sono tutele ma l’invito alle ditte subentranti a reclutare lo stesso personale.

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