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Sabato 03 Dicembre 2016

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La chiesa San Marco di Latina
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Le chiese adesso pagano

Latina

Il Comune ha impiegato qualche decennio per venirne fuori, ma alla fine ce l’ha fatta: da qualche mese l’amministrazione è stata sollevata dall’onere del pagamento delle bollette per i consumi di energia elettrica dei luoghi di culto cittadini, benché in Piazza del Popolo continuino ad arrivare bollette di conguaglio per consumi pregressi. A far presente la circostanza è don Anselmo Mazzer, Vicario foraneo di Latina e parroco di Santa Maria Goretti, che in una nota precisa che «da circa un anno tutte le parrocchie di Latina pagano regolarmente le bollette per l’energia elettrica, (anche per illuminare le facciate esterne delle chiese, che fanno parte dell’arredo urbano, nonché per illuminare i campi sportivi utilizzati gratuitamente dai ragazzi), senza il contributo di alcuno, se non quello dei fedeli praticanti». 

Nella sua nota don Mazzer sottolinea anche che le parrocchie costituiscono oggi uno dei pochi baluardi che tutelano i giovani che le frequentano, le famiglie e soprattutto i poveri, che in numero sempre crescente si rivolgono alla Chiesa per cercare assistenza e sostegno morale ed economico. Sapere che il Comune di Latina, anche se con netto ritardo, ha finalmente «sanato» la propria posizione rispetto a quanto stabilito fin dal 1984 con il Concordato che rivede alcuni termini del rapporto fra Stato e Chiesa fissato con i Patti Lateranensi del 1929, è motivo di conforto per tutti, soprattutto in un momento difficile come quello attuale che vede gli enti locali in grande difficoltà per far quadrare i conti della propria gestione. 

Nel primo semestre
dell’anno 2015
l’ente ha impegnato
50.000 euro per l’energia elettrica
nelle chiese
Adesso è tutto finito?

Ma qualcosa di irrisolto c’è ancora, perché nello scorso mese di luglio il Servizio Manutenzioni ha impegnato la somma necessaria a coprire i costi delle bollette per il primo semestre 2015, e dei circa 868 mila euro stanziati, circa 50mila figurano sotto la voce «chiese e luoghi di culto». Questo significa certamente che rispetto al 2014 (oltre 200.000 euro) la spesa per le forniture elettriche delle chiese è dimezzata, ma non ancora estinta. E quando a settembre l’Ufficio Programmazione e Bilancio del Comune ha messo a punto la previsione di spesa per il fabbisogno energetico per il secondo semestre 2015, riducendo il costo a 681mila euro circa, la voce relativa alle chiese non figura.

Un capitolo chiuso? La certezza si avrà tra poco più di un mese, quando dalla stima si passerà alla verifica nel dettaglio delle spese sostenute. La mappa degli sprechi che proprio in questi ultimi mesi sta venendo fuori, grazie alla temporanea gestione commissariale del Comune, non consente più di prendere alla leggera alcun tipo di situazione, nemmeno quelle che nel tempo sembrano aver assunto il carattere della tradizione, come appunto accadeva per i canoni dell’energia elettrica pagati in favore delle parrocchie.

E per quanto sia fondato il rilievo del Vicario foraneo sull’importanza delle parrocchie per la tenuta non soltanto educativa e morale, ma spesso anche economica, dell’intera società locale, la distrazione dell’amministrazione comunale nell’elargire a pioggia ed in maniera a volte indiscriminata somme non dovute, non poteva più essere tollerabile.

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