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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Un allevamento pontino
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Dossier sul latte
all’Antitrust

Latina

Un vero e proprio blitz è stato realizzato presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcom Antitrust) da parte dei tanti allevatori pontini rappresentati da Coldiretti che hanno preso parte alla cosiddetta “Guerra del Latte”. Causa di questa azione è il denunciato squilibrio contrattuale nella filiera del latte tra produttori e industrie della trasformazione. Tutte denunce che sono riportate in un dossier redatto e consegnato all’Agcom, documento che i vertici dell’Antitrust hanno assicurato sarà letto ed analizzato in tempi brevi e i cui contenuti saranno verificati entro i primi giorni di dicembre.

«Importante ottenere
la legge che introduca
l’obbligo di indicare
la provenienza
della materia prima».

La protesta è stata indetta da Coldiretti a seguito del fallimento del tavolo della trattativa presso il Ministero delle Politiche Agricole, dove gli industriali avevano offerto 1 centesimo di aumento per il latte alla stalla. «La proposta di 1 centesimo è stata considerata come una provocazione - spiega la Coldiretti - frutto dello strapotere della multinazionale francese Lactalis che, dopo aver acquisito i popolari marchi Parmalat, Invernizzi, Galbani, Locatelli, Cademartori è diventata il primo gruppo sul mercato italiano e mondiale nei prodotti lattiero-caseari». 

Lactalis, infatti, detiene nel paese il 33% del latte a lunga conservazione, il 34% del mercato della mozzarella, il 37% del mercato dei formaggi freschi (con un volume di fatturato italiano di 1,4 miliardi di euro). Il primo obiettivo della guerra del latte, come ha dichiarato la Coldiretti, è il riconoscimento di un adeguato valore al latte munto nelle stalle locali, che è in assoluto il più controllato, il primo per qualità, ma anche il più sottopagato rispetto ai costi di produzione. 

«Non meno importante è l’ottenimento della legge che introduca l’obbligo di indicare in etichetta, sulle confezioni di latte, mozzarelle e formaggi la provenienza della materia prima - prosegue la Coldiretti - Ai consumatori vengono venduti prodotti spacciati per italiani, ma che italiani non sono al 100%. A fronte di una produzione nazionale di 110 milioni di quintali di latte, sono 85 i milioni di quintali importati. Indicare obbligatoriamente l’origine del latte in etichetta significa tutelare il prodotto italiano e consentire ai consumatori di scegliere e acquistare in un regime di totale trasparenza e piena consapevolezza».

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