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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Latina Ambiente,  resa dei conti
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Latina Ambiente,
resa dei conti

Latina

La storia di Latina Ambiente sembra essere ai titoli di coda. «Siamo all’epilogo di una storia iniziata male e gestita peggio», spiega in una nota Damiano Coletta, presidente di Latina Bene Comune. «L’idea stessa di società municipalizzata ne esce con le ossa rotte. Perché mai un Comune, detentore della maggioranza delle quote azionarie, dovrebbe esprimere la minoranza dei consiglieri di amministrazione, “regalando” il controllo ai soci privati - si domanda Coletta - in questo modo, come può l’amministrazione svolgere le necessarie attività di indirizzo e controllo all’interno della “sua” società?».

«Si dovrebbe fare
di tutto per poter
garantire l’occupazione
dei dipendenti».

L’esponente di Latina Bene Comune, sottolinea che tranne le nomine in sede di costituzione, non sono stati nominati i membri di parte pubblica del Consiglio di Amministrazione con una delibera del Consiglio Comunale. «Ma con nomine dirette, quasi che la questione fosse prerogativa del sindaco e non del consiglio, come espressamente richiesto dall’articolo 11 della società - sottolinea Coletta - con evidenti sovrapposizioni dei ruoli controllore-controllato in alcune delle principali nomine». Secondo Coletta c’è un paradosso. «Quando l’attività di controllo fosse esercitata dall’amministrazione in qualità di destinataria del servizio della municipalizzata, in caso di disservizi il Comune dovrebbe applicare penali alla controllata, ovvero a sé stesso». 

Ma per Coletta questa non è l’unica «perla». «Siamo riusciti ad incrociare le quote di proprietà della società partecipata con quelle delle società che gestiscono le discariche. In pratica, a chiacchiere si favoleggia di incrementi nella raccolta differenziata, ma poi si fanno soldi con i conferimenti in discarica. Questo schema viene da molto lontano, da quando la Società Latina Ambiente è stata costituita. Possiamo quindi attribuire alla sola cattiva volontà dei cittadini di Latina il fatto che la raccolta differenziata non sia mai decollata e ristagni da anni intorno al 30%. 

«Bisogna ripensare
a gestire il ciclo
dei rifiuti».

In realtà il disegno era diverso: fin dal 2003, l’allora sindaco Zaccheo riferiva alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti della prossima attivazione di un termovalorizzatore in un sito industriale dismesso, anche se ancora da individuare. Per cui, nessun vero interesse alla differenziata, poi il termovalorizzatore è scomparso, ma il disinteresse, per altri conflitti di interesse, è rimasto. Bisogna ripensare alla gestione del ciclo dei rifiuti, valutando se non sia meglio procedere con l’affidamento del servizio a gara, senza costituire alcuna nuova società mista. Valutazione che rimettiamo al Commissario Barbato. E inoltre si dovrebbe fare di tutto per garantire la stabilità occupazionale dei dipendenti della Latina Ambiente. 

Per finire, il prossimo 19 novembre, il Presidente della Sezione Civile del Tribunale di Latina dovrà procedere alla nomina del liquidatore di questa Società nata, vissuta e morta nell’ambiguità tecnica e politica che ha caratterizzato gli ultimi decenni di amministrazione del capoluogo pontino. Latina Bene Comune auspica che tale nomina riguardi una persona di specchiata integrità e competenza, rappresentante di una evidente e decisiva discontinuità rispetto al passato».

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