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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Nella gestione Indeco c’è un rebus, quello dell’ invaso, dato per esaurito già a giugno scorso
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I tasselli sconnessi
di Indeco

Latina

Ci sono una serie di tasselli che non vanno al loro posto naturale nella vicenda della conduzione dell’invaso Indeco di Borgo Montello, diventato oggetto di un secondo filone di inchiesta dopo gli arresti di un anno fa. Soprattutto non torna lo spazio disponibile dichiarato dalla società: a giugno l’amministratore ha formalmente dichiarato che il sito era in via di esaurimento e che di lì a poco non sarebbe stato più possibile far entrare il materiale di risulta del trattamento dei rifiuti (quello relativo a tutta la provincia di Latina). 

«La sorprendente e per questo inspiegabile
inerzia degli organi
deputati al controllo,
Regione Lazio in primo luogo».

Ci si sarebbe aspettati che di lì a tre settimane al massimo il sito di Borgo Montello gestito da Indeco  chiudesse. Invece lo stesso allarme è scattato a metà ottobre, quando Indeco ha di nuovo ribadito che nell’invaso c’era spazio al massimo per lo stoccaggio del contenuto di quindici camion. La domanda attorno alla quale ruota la seconda parte dell’indagine è proprio questa: come mai il sito non viene ancora dichiarato formalmente, definitivamente, esaurito? E perché la reale condizione in cui versa la discarica non è emersa nella conferenza di servizi che appena quindici giorni fa ha dato il via libera alla valutazione di impatto ambientale per alzare oltremodo l’invaso per abbancare almeno altri 165mila metri cubi di materiale di risulta?

Il controllo affidato ad Arpa, Regione e Asl ha qualche smagliatura perché ciò di cui non si sono accorti gli enti predisposti alle verifiche (prima di concedere nuove autorizzazioni) sarebbe, invece, subito apparso chiaro al consulente della procura incaricato di verificare se il sito è esaurito o meno. Qual è la differenza? Tutta in una «piccola» cifra: 32 milioni di euro. Ossia quanto la holding della famiglia Grossi, una delle più importanti e note nell’ambiente dei rifiuti, dovrebbe sborsare dal momento esatto in cui l’invaso venisse dichiarato ufficialmente esausto. E’ l’ammontare della fidejussione che deve coprire la gestione post mortem di questa discarica.

Ma il caso vuole che già lo scorso anno il Tribunale di Latina, nell’ordinanza del gip Giuseppe Cario, abbia contestato ai vertici di Indeco (compreso Andrea Grossi) di aver fatto sparire in Lussemburgo 34 milioni di euro di soldi pubblici che sarebbero dovuti servire al risanamento della discarica di Borgo Montello e che invece erano finiti in capo a tre società di diritto lussemburghese. Il gip aveva sottolineato «la sorprendente e per questo inspiegabile inerzia degli organi amministrativi statali deputati al controllo, Regione Lazio in primo luogo».

Cosa è cambiato nell’ultimo anno? Forse nulla. Per la seconda volta Indeco è assai vicino al risparmio di 32 milioni di euro di bonifica perché la solita Regione Lazio non si è accorta che sta autorizzando il sovralzo di un sito quasi esausto ma che in realtà è esausto almeno da giugno scorso.A meno che qualcuno non vuole credere che da giugno ad oggi in quell’invaso di Montello siano entrati meno di 15 camion. Ipotesi suggestiva.

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