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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Confartigianato fa il Check-up alle imprese. Domani i risultati dell'indagine
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Le imprese pontine in lenta ripresa, crisi più lontana

Latina

Segnali di concreto ottimismo dall'indagine Osservare e Movimprese di Camera di Commercio relativa al terzo trimestre 2015. Le aziende della provincia di Latina sembrano aver ritrovato fiducia nelle possibilità di crescita e di uscita dalla crisi economica che ormai da quasi cinque anni attanaglia l'economia del territorio. 

 

Anche alla fine della stagione estiva si conferma quanto emerso dalle ultime rilevazioni e cioè la sensazione di una ripresa del clima di fiducia e della spinta a fare impresa. In questo senso, i dati relativi alla demografia imprenditoriale si mostrano sostanzialmente positivi sia su base nazionale che locale.

Il tasso di crescita italiano al termine del III trimestre dell’anno si attesta al +0,33%, il più elevato dal 2010 ad oggi, determinato dalla differenza tra un tasso di natalità del +1,23%, più o meno in linea di quanto riscontrato anche negli ultimi anni alla stessa data, ed un tasso di mortalità (calcolato al netto delle cancellazioni d’ufficio) del -0,89%, che si conferma in significativa contrazione tendenziale, attestandosi ai minimi negli ultimi 10 anni. Diversa è la situazione del comparto artigiano che ha mostrato una crescita demografica a livello ancora una volta negativa (-0,13%), confermando i valori della serie storica riferiti al III trimestre degli ultimi dieci anni, a dimostrazione delle più accentuate difficoltà del comparto che si protraggono ormai da diverso tempo, determinando la costante flessione delle aperture di nuove attività imprenditoriali. 

Le dinamiche rilevate a livello laziale mostrano una crescita complessiva del +0,52%, che ricalca quanto riscontrato alla stessa data dello scorso anno (+0,53%), posizionando la regione al secondo posto nella graduatoria regionale, subito dietro la Campania (+0,54%) e davanti alla Calabria (+0,49%).

Le risultanze provinciali laziali evidenziano, come di consueto, la crescita maggiore nella provincia capitolina, che realizza un +0,58% su base trimestrale, sebbene risulti in lieve calo rispetto al dato dello scorso anno (+0,61%); ad ogni modo Roma mette a segno il terzo valore provinciale nella classifica nazionale, dove al primo posto per crescita si posiziona Napoli con un +0,67%. Miglioramento evidente per la provincia di Frosinone (+0,45%, a fronte del +0,36% rilevato a settembre 2014). Invariato invece il tasso di crescita per la provincia di Latina (+0,30%).

La provincia di Latina alla fine del III trimestre presenta uno stock di imprese pari a 57.596 unità registrate, di cui l’81,6% attive, per un saldo trimestrale di +174 unità, frutto della differenza tra le 745 nuove iscrizioni del trimestre e le 571 cessazioni nello stesso periodo. Il tasso di natalità provinciale si è attestato al +1,30%, in miglioramento rispetto alle risultanze rilevate nel III trimestre dell’anno precedente (+1,26%), mentre il tasso di mortalità si è attestato allo 0,99%, di poco superiore alle analoghe risultanze dello stesso periodo dell’anno precedente (0,96%). Tali valori hanno determinato una sostanziale replica in termini tendenziali del trend di demografia imprenditoriale della provincia pontina.

I segnali positivi si rafforzano anche in relazione agli esiti relativi alle procedure fallimentari che nell’ultimo trimestre si fermano a 24, in deciso contenimento rispetto ai valori riferiti nello stesso periodo dell’anno precedente (36 fallimenti). Il dato cumulato delle procedure fallimentari aperte da inizio anno si attesta a quota 92, nettamente al di sotto delle risultanze 2014 (127 fallimenti aperti).

LE IMPRESE STRANIERE

Come di consueto, anche in questo trimestre si confermano i dati positivi per le imprese straniere che, alla fine del III trimestre 2015, hanno superato le 3.900 unità, rappresentando il 6,79% del tessuto imprenditoriale pontino; si tratta di una quota inferiore ai valori nazionali (8,98%) e regionali (10,94%), ma in continua e costante crescita. Anche in questo trimestre con un tasso di crescita del +2,09% le imprese straniere confermano performance superiori alle dinamiche messe a segno dalle realtà “indigene” (+0,18% la relativa variazione). Tuttavia, occorre rilevare che il dato a fine settembre risulta in rallentamento rispetto a quanto rilevato alla stessa data dello scorso anno (+2,35% nel periodo luglio-settembre 2014). 

Anche in questa rilevazione si mantiene pressoché costante l’ampiezza dello spread tra il tasso di crescita delle imprese italiane e i valori evidenziati dalle realtà straniere.

Atteso che l’articolazione settoriale del tessuto produttivo condiziona le scelte imprenditoriali delle diverse componenti, anche per gli stranieri le attività commerciali annoverano il primato in termini di “presenze” (1.532 imprese, per un peso percentuale sul totale delle imprese straniere pari al 39,15%); seguono le Costruzioni (605 imprese, pari al 15,64% dell’universo imprenditoriale estero) ed il comparto agricolo (306 unità,per una quota del 7,82%).

In termini di incidenza percentuale sull’insieme delle imprese della nostra provincia che compongono i diversi segmenti di attività, la penetrazione degli stranieri è più significativa in primis nel settore dei Servizi alle imprese (prevalentemente si tratta di attività di pulizie e di cura e manutenzione del paesaggio), dove ogni 100 imprese iscritte 15 sono non indigene, a fronte di un valore medio pari a 7 unità; seguono le già menzionate attività commerciali e le costruzioni.

Per quanto riguarda il numero di imprese giovanili presenti alla fine del mese di settembre sul nostro territorio, il registro camerale conta 6.607 unità, delle quali 5.692 attive (86,15%). In termini relativi le imprese giovanili hanno raggiunto l’11,47% dell’intero tessuto produttivo locale; dato percentuale superiore ai valori nazionali (10,04%) e regionali (9,80%). A proposito di questo ultimo riferimento, la provincia di Latina si posiziona, nella Regione Lazio, subito dopo Frosinone che ha il 12,5% di imprese giovanili e davanti a Rieti (10,22%). Con un saldo positivo di 138 unità, il tasso di crescita delle imprese giovanili pontine nel III trimestre di quest’anno si è attestato al +2,14%, in rallentamento rispetto al dato rilevato lo scorso anno nello stesso periodo (+2,53%).

Anche le imprese giovanili annoverano le maggiori “presenze” nelle attività commerciali (1.843 unità), che rappresentano quasi un terzo degli imprenditori juniores, peraltro con un tasso di crescita che si conferma in accelerazione tendenziale (+0,65%, a fronte del +0,37% riferito al periodo luglio-settembre 2014); seguono le Costruzioni (841 imprese, per una quota del 12,73% sull’universo giovanile), il cui trend mostra anch’esso una crescente accentuazione positiva rispetto alle risultanze dell’analogo periodo dell’anno precedente (+1,60%, a fronte del +1,47% del III trimestre 2014). Nello scorrere l’articolazione settoriale, si giunge all’agricoltura e alle attività di somministrazione di alimenti (ristoranti, pizzerie e bar), che spiegano entrambe il 10% delle attività under 35.

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