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Martedì 06 Dicembre 2016

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Ricatti sessuali alle braccianti indiane, la nuova schiavitù
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Ricatti sessuali alle braccianti indiane, la nuova schiavitù

Latina - Sabaudia

Sfruttamento e ricatti sessuali: l’ultima frontiera del lavoro infernale nei campi tra Sabaudia, Terracina e Latina è stata superata con la denunce di alcune donne indiane. Che hanno raccontato al settimanale Left di come il «caporale» o il padrone chieda loro anche prestazioni sessuali oltre che un lavoro sottopagato e senza nessuna garanzia sindacale. La comunità indiana che garantisce la produzione ortofrutticola nel triangolo d’oro della pianura pontina si sta «ribellando» e negli ultimi due anni, anche grazie alla ricerca e assistenza infaticabile di associazioni e sindacati, sta emergendo tutta un’altra storia sulla pacifica organizzazione sociale dei braccianti indiani. La denunce di abusi sessuali da parte di datori di lavoro italiani su dipendenti indiane (irregolari o in nero) sono in crescita. Il ricatto è fin troppo facile perché in ballo ci sono i soldi dello stipendio, i permessi di soggiorno, l’alloggio, al fondo la sopravvivenza civile in questo territorio. E’ la denuncia più difficile probabilmente ma anche il segno che una maggiore informazione sui diritti può scalfire l’omertà e la paura che ancora regna tra i braccianti.

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