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Domenica 11 Dicembre 2016

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Recupero ticket sanità: "Vessazioni sugli anziani"
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Recupero ticket sanità: "Vessazioni sugli anziani"

Il segretario di Ugl pensionati, Berna, spiega cosa accade

Il segretario del sindacato racconta le storie degli anziani che si rivolgono alla Ugl

Un pasticcio quello del recupero dei ticket sanitari avviato dalla Regione Lazio. Cartelle sbagliate, spesso inviate più volte anche a cittadini che hanno una invalidità permanente del 100% e che quindi avevano comunque diritto all’esenzione. Il tutto sta creando disagi ai cittadini che restano sconcertati nel vedersi richiedere somme non dovute e costretti a recarsi dai sindacati o dalle associazioni dei consumatori per avere assistenza adeguata. E le storie che abbiamo raccolto da Mario Berna, segretario della Ugl pensionati di Latina, mettono i brividi.
«Una cosa è lottare contro l’evasione, ben altro sono le vessazioni. Da una parte il sacrosanto dovere di far pagare i furbi per tutelare lo stato di diritto, dall’altra c’è il manifesto tentativo di rastrellare quanti più denari possibile» afferma Berna, che da giorni assiste cittadini che da ogni parte della provincia si rivolgono agli sportelli della Ugl sul territorio per chiedere aiuto e chiarimenti. «Il recupero dei ticket sanitari – dice Mario Berna – è giusto e sacrosanto. La Asl deve stanare i furbi e punire i morosi, perché è anche responsabilità loro se chi ha veramente diritto è costretto a maggiori liste d’attesa e maggiori esborsi. Ciò detto, in questa circostanza, chi vuole riscuotere l’evaso non sta dando un esempio di correttezza, bensì l’impressione di volere fare cassa a tutti i costi. La Asl aveva garantito un margine di errore nelle verifiche pari al massimo al 3%, quando alla somma dei fatti si stimano errori per almeno il 30%. E se parlo di errori, mi riferisco a lettere di accertamenti spedite a padri con figli minori con disabilità accertata, ad anziani invalidi con esenzioni totali, alle famiglie insomma ancora una volta vessate ed umiliate. Al posto dei severi controlli promessi, mi sembra che qui si sia fatta di tutta l’erba un fascio. Ma quando parlo di correttezza, mi riferisco anche ad altro». E subito spiega cosa. «Ad esempio – continua Mario Berna – al fatto che alcune famiglie si sono viste recapitare più lettere riferite ad altrettanti presunti accertamenti e, per ognuna di esse, è imposto il pagamento di spese amministrative pari a 25 euro, oltre al ticket per la prestazione e agli interessi. Se una famiglia riceve, ad esempio, quattro lettere di accertamento, deve sborsare cento euro in più, laddove una sola lettera con quattro accertamenti, e una spesa pertanto di soli 25 euro, avrebbe dimostrato la correttezza dell’intera operazione. Di tutti questi errori, d’altra parte, la Regione Lazio si sarà già resa conto e lo dimostra il cambio di rotta su alcuni altri aspetti non chiari di una faccenda già di per sé poco trasparente. Per eventuali ricorsi o osservazioni, prima erano concessi solo trenta giorni e l’unico ufficio di riferimento era a Roma, mentre ora viene fornito più tempo, novanta giorni, e soprattutto ci si può rivolgere all’Asl territorialmente di competenza. Per anziani, persone con disabilità, famiglie in difficoltà, sarebbe stata l’ultima beffa quella di dover correre a Roma per chiedere spiegazioni di un’evidente incongruenza».

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