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Domenica 11 Dicembre 2016

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Anche l'Einaudi Mattei contro la Provincia sugli accorpamenti: scatta la protesta
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Non tutti sono contrari: ecco una lettera di insegnanti dell'Einaudi favorevoli al dimensionamento

Latina

Un gruppo di insegnanti dell'istituto Einaudi di Latina si presenta come una voce fuori dal coro esprimendo apprezzamento per la riorganizzazione della rete scolastica proposta e approvata dalla Provincia, in particolare per la creazione di poli tematici per la formazione scolastica superiore.

Di seguito il testo integrale della lettera inviata a Eleonora Della Penna, presidente della Provincia di Latina.


Spett.le Presidente Provincia di Latina, Avv. Eleonora Dalla Penna,

Le scriviamo in rappresentanza di un gruppo di docenti dell'Istituto Einaudi che, in totale autonomia e indipendenza, vorrebbero esprimere la loro opinione in merito al piano di dimensionamento scolastico approvato lo scorso 4 dicembre.
In particolare volevamo rappresentare il nostro apprezzamento per una politica scolastica che segue finalmente un percorso logico di valorizzazione degli ambiti disciplinari.
Siamo convinti che le scelte fatte permetteranno, con la creazione di poli tematici, la specializzazione formativa sempre più necessaria in un mercato del lavoro che richiede competenze tecniche specifiche che rendano possibile affrontare la collocazione lavorativa rispondendo alle nuove esigenze sia del mercato locale che di quello globale.
La legge 107/2015 che prevede l'ampliamento dell'autonomia scolastica e delle prerogative decisionali dei dirigenti scolastici infatti, richiede agli stessi una nuova capacità progettuale, più innovativa e slegata dai vecchi schemi di competenze degli Istituti scolastici per livelli e più aderente ad un realtà che chiede invece specializzazioni per settori.
Sembra essere stata finalmente colta l'essenza della formazione scolastica superiore, che non vede la formazione professionale in concorrenza con quella tecnica, ma che deve tendere invece alla formazione di poli tematici all'interno dei quali i piani dell'offerta formativa di nuova concezione sappiano raccogliere la sfida della proposta di formazione per livelli differenziati. Proposta che in questo nuovo sistema può e deve nascere anche dal confronto costante e costruttivo con gli enti territoriali, sia istituzionali che del mondo del lavoro nel settore di riferimento.

A fronte di ciò appare sterile la polemica strumentale tesa a conservare situazioni di fatto poco efficienti, che mettendo insieme, anche e soprattutto nel settore professionale, indirizzi completamente diversi, non permettono la strutturazione di proposte formative, tanto professionali quanto tecniche, davvero di qualità ed orientate a fornire risposte lavorative concrete agli studenti.
Non sembra rispondente alla realtà l'obiezione relativa al continuo spostamento di sedi, in quanto l'unione tra Einaudi e Mattei di quattro anni fa è stata un’unione amministrativa e non ha comportato alcuno spostamento fisico di aule e studenti che sono rimasti nelle sedi originarie come sezioni staccate e autonome, anche da un punto di vista dei docenti. L'unico spostamento è stato fatto quest'anno su decisione interna e ha riguardato il trasferimento totale della segreteria dell'Istituto nella sede della sezione Mattei. Senza alcun confronto con famiglie e studenti. E a proposito di efficienza, risulta ancora difficile da comprendere il perché si sia deciso di spostare gli uffici amministrativi nella sede con meno classi, minor numero di alunni e minor numero di docenti. Infatti, se è vero che l'Istituto nel suo complesso è passato negli ultimi anni da 36 a 44 classi, va anche specificato che tale incremento è dovuto soprattutto alla crescita della sezione Einaudi,  passata da sola da 19 a 25 classi, e ciononostante continuamente penalizzata da scelte e metodi decisionisti senza contraddittorio ora invece contestati alla Provincia.

A noi sembra invece che l'Amministrazione Provinciale abbia seguito un processo logico del tutto condivisibile, legato alla efficienza e alla concretezza più che alla burocrazia e alla forma.
Il mero diritto all'autonomia é un concetto astratto che deve inserirsi in un disegno complessivo di efficienza del sistema. Certo non può prevalere sul diritto alla formazione di qualità dei nostri studenti e di sicuro non è elemento che garantisce la loro formazione e le loro esigenze.
La priorità dovrebbe essere sempre e comunque la tutela degli alunni e delle famiglie che può essere realizzata solo dando strumenti migliori, prima per compiere scelte chiare e consapevoli e poi per avere i giusti strumenti per inserirsi nel mondo del lavoro, ciò che questo nuovo piano di dimensionamento sembra in grado di  promettere.

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