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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Cda Acqualatina, le reazioni: Pd furioso per la spartizione targata centrodestra
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Cda Acqualatina, le reazioni: Pd furioso per la spartizione targata centrodestra

Latina

Il Pd si scaglia contro Forza Italia e il resto del centrodestra, che a giudizio dei sindaci Dem, si sarebbero spartiti tutti i posti all'interno di Consiglio di amministrazione e Collegio sindacale di Acqualatina, alla faccia della meritocrazia e della trasparenza. L'Udc, con Michele Forte, se la prende invece coi commissari prefettizi che, pur presenti, non hanno sostenuto l'ipotesi del rinvio dell'assemblea dei soci, proposta proprio da un sindaco centrista. 

Il nuovo Cda di Acqualatina è così composto: Giuseppe Addessi, Michele Lauriola, Rossella Rotondo, Raimondo Besson e Rocco Failla. Collegio Sindacale: Maria Grazia De Biaggio, Presidente; Giuliano Masci, Alessandro Ricci.

Come membri supplenti, invece, per la parte pubblica, Renzo Vecchi e, per la parte privata, Maria Pia Maspes.

Nel corso dell'assemblea dei soci, c'è stata una dichiarazione unitaria dei Sindaci del Pd, affidata al sindaco di Roccagorga Carla Amici: "Preso atto che qualsiasi tentativo di valorizzare competenze e discontinuità in una logica di sistema valoriale in cui le persone e il merito siano gli elementi veramente differenziali rispetto al passato, in coerenza con quanto da sempre dichiarato dai sindaci del PD , la non partecipazione a qualsiasi tipo di spartizione lottizzata, è stata la libera e consapevole scelta dei Sindaci dei Comuni di Formia, Sezze, Roccagorga, Cori, Sermoneta, Lenola, presenti all’Assemblea dei soci di Acqualatina, di abbandonare l’assemblea a dimostrazione del disinteresse all’occupazione delle poltrone , convinti sempre di più che le scelte e gli indirizzi di questa società a controllo pubblico sapranno trovare la giusta dimensione nella sede deputata che certo non è un consiglio di amministrazione sempre più evidentemente ostaggio di una politica debole".

Michele Forte, esponente dell'Udc, ha invece detto: "Sulla scorta della linea politica che fin dall' inizio l’Udc provinciale ha sostenuto e cioè quella della necessità che il rinnovo delle cariche sociali di Acqualatina spa si svolgesse all'indomani delle consultazioni amministrative della prossima primavera, per consentire a tutti i sindaci eletti democraticamente della nostra Provincia, di partecipare a questo importante appuntamento, questa mattina in occasione dell'Assemblea per il rinnovo del Cda, l’UDC rappresentato dal sindaco di San Cosma e Damiano, dott. Vincenzo di Siena, ha proposto una mozione volta conferire al CDA in carica pieni poteri fino alle elezioni amministrative del 2016. A seguito di tale richiesta, l'Assemblea, a causa dell’inatteso comportamento dei Commissari prefettizi dei comuni di Latina, Terracina, Priverno, Minturno ed Itri, ha preso una piega inaspettata. A fronte del comportamento responsabile e di buon senso del Pd, i cui sindaci hanno nella totalità abbandonato l'Assemblea, i commissari, giudici di una vicenda così importante, astenendosi, hanno consentito ad una sparuta minoranza composta dai soli sindaci di Forza Italia, di bloccare la mozione di rinvio, consegnando così la rappresentanza dell’intera compagine di Acqualatina a membri espressione di una sola forza politica, pari al solo 8% dell’intera quota sociale pubblica. E’ inaccettabile un simile comportamento che di fatto ha creato un partito dei commissari, i quali, privi di alcuna investitura popolare, hanno svolto un ruolo politico che esula dalla propria azione commissariale, e che è risultato determinante in una vicenda così delicata per i cittadini del nostro territorio, privando la più importante società partecipata della Provincia della benché minima rappresentanza popolare".

Il consigliere regionale del Pd Enrico Forte, candidato sindaco di Latina per i Dem, ha così commentato: "La scelta di rinnovare il consiglio di amministrazione di Acqualatina in un momento in cui ci sono diversi comuni commissariati lascia perplessi e apre ad una serie di riflessioni: ‘cambiare’ il cda confermando il vecchio presidente rappresenta quasi una beffa. Una scelta parziale che esclude, di fatto, tutti i cittadini i cui municipi sono retti da commissari prefettizi, una fetta di popolazione pari a circa 250mila persone, in pratica mezza provincia. E’ del tutto evidente l’anomalia di fronte cui ci troviamo: dopo il tentativo caldeggiato dal Pd di arrivare alla scelta dei nuovi vertici con una selezione pubblica, assistiamo ad una partita in cui il centrodestra ha confermato di voler marciare in maniera unilaterale verso la nomina del cda, senza condivisione, senza tener conto dell’assenza di Comuni tutt’altro che secondari come Terracina e Latina. Tutti quelli, in sintesi, che tra una manciata di mesi andranno al voto e che potrebbero disegnare ulteriori equilibri in seno all’assemblea dei sindaci. A prescindere dalla governance scaturita oggi - prosegue - la tutela dell’acqua come bene pubblico resta un obiettivo di primaria importanza e la Regione Lazio ha tutta l’intenzione di perseguirlo sostenendo, tra gli altri, questi principi: proprietà pubblica delle reti idriche, tutela della salute e garanzia per l’approvvigionamento delle fasce deboli. Tutti aspetti in linea con il referendum nazionale e con la legge regionale che in aula alla Pisana è stata armonizzata a seguito di alcuni rilievi posti dal governo. Il prossimo passo a cura della Regione sarà quello della disciplina degli ambiti di bacino idrografico. In ordine alle sfide che ci aspettano- conclude Forte - è auspicabile la massima collaborazione da parte di Acqualatina". 

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