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Martedì 06 Dicembre 2016

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Giansanti si dimette e annuncia: il Pd non farà apparentamenti al ballottaggio

Da sinistra, Giansanti, Forte e Moscardelli

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Giansanti si dimette e annuncia: il Pd non farà apparentamenti al ballottaggio

"I personalismi hanno fatto perdere Enrico Forte"

Nessun apparentamento al secondo turno per il Partito democratico. Con questo annuncio ufficiale, il segretario comunale Andrea Giansanti ha rassegnato nelle scorse ore le dimissioni dalla carica, annunciando però che l'assemblea comunale discuterà il tutto dopo i ballottaggi. Giansanti non lesina però stoccate e critiche all'indirizzo di chi "solo ora si accorge dell'esistenza degli organi interni del partito, per chiedere le mie dimissioni". E poi attacca: "I personalismi hanno penalizzato Enrico Forte, che per me resta il miglio sindaco possibile per la nostra città".

"Sono stato fra i primi, in tempi non sospetti, a chiedere a Enrico Forte di impegnarsi in prima persona per la guida della città di Latina - afferma il segretario del Pd Andrea Giansanti -  Parlo di oltre tre anni fa, prima ancora delle Regionali. Sono sempre stato convinto, e lo resto tuttora, che Enrico rappresenti il miglior candidato possibile per il Partito Democratico, alla luce delle sue indubbie caratteristiche di competenza, capacità, esperienza e trasparenza. Il rammarico per l’esito delle elezioni comunali è quindi ancor più marcato proprio perché alla guida del nostro progetto c’è stato colui che avrebbe incarnato al meglio la figura del sindaco, quel sindaco di cui ha bisogno Latina, in grado di mettere da subito le mani nella macchina amministrativa per modificare le storture derivanti da oltre vent’anni di malgoverno della destra. Enrico Forte era e rimane il mio candidato sindaco. Insieme a lui e al suo fianco abbiamo costruito un progetto chiaro, che ha visto protagoniste tante persone, che ha coinvolto diversi ed eterogenei settori della città, dall’imprenditoria alle associazioni, dalle espressioni culturali al mondo del lavoro, dall’ambito agroalimentare allo sport. Abbiamo cercato di coinvolgere giovani, anziani, cittadini del centro e delle periferie, ritenendo necessario riconnettere i borghi con il cuore della città. Anche l’elaborazione del programma ha seguito un percorso lungo, iniziato coi tavoli di Latina Protagonista all’indomani della sfiducia a Di Giorgi, per giungere a una serie di proposte inquadrate sul modello di città che avevamo intenzione di costruire, per garantire a Latina un futuro di sviluppo e opportunità. Il risultato elettorale ci dice che il messaggio non è passato. Forse non siamo stati abili nel comunicarlo, probabilmente altri hanno saputo meglio di noi interpretare un sentimento popolare e raccoglierne le istanze, di certo la situazione nazionale e quella romana non ci hanno aiutato. La sconfitta ci deve far riflettere, e assumere le decisioni conseguenti. Qualcuno, che nel recente passato ha sempre disconosciuto gli organismi di partito, oggi improvvisamente ne ricorda l’esistenza per chiedere le dimissioni del segretario cittadino del PD. Stia sereno, il segretario si assume la propria parte di responsabilità e le dimissioni le ha già consegnate prima di tali esternazioni, chiedendo però che la discussione interna fosse rimandata al dopo ballottaggi, in linea con la posizione assunta dal segretario nazionale. Credo che anche in questo stia il senso di responsabilità, per evitare che il dibattito intestino nel capoluogo possa condizionare l’esito del secondo turno non solo a Latina ma anche altrove, dove il PD è in lizza.

"Purtroppo sono stati proprio quei personalismi, quella mancanza di sensibilità e responsabilità politica, quelle azioni tese al consenso personale e non alla condivisione di un progetto, a vanificare il notevole impegno di tanti che si sono spesi per il PD a Latina, e a comunicare un messaggio negativo all’elettorato, disorientandolo. Il mio rammarico sta nell’aver visto inficiare, da tali dirazzamenti, il grande lavoro svolto da tanti candidati – a prescindere dagli schieramenti alle Primarie o dalle appartenenze interne - e da tutti coloro che hanno creduto convintamente nel progetto e sostenuto con lealtà Enrico Forte. Il Partito Democratico non farà apparentamenti per il ballottaggio a Latina. Come elettore e cittadino sono però chiamato a una scelta fra due alternative. Una delle opzioni residue rappresenta il perpetuarsi inalterato del malgoverno che ha condotto la città che amo sulla soglia del baratro. L’altra non incarna il progetto in cui ho creduto, ma quantomeno non sconta la contiguità con il passato. Tra la perseveranza nell’errore e la discontinuità, non posso quindi che scegliere quest’ultima. Fermo restando però che la mia idea di Latina resta quella promossa e rappresentata dalla candidatura di Enrico Forte".

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