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Sabato 03 Dicembre 2016

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Una funivia per Roccasecca dei Volsci

(foto generica da Wikipedia)

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Una funivia per Roccasecca dei Volsci

Il progetto

La proposta per incrementare lavoro e turismo

Una funivia per Roccasecca dei Volsci. L’idea la lancia Alessandro La Noce, già sindaco del piccolo centro collinare ausono, oggi “emigrato” a Torino per motivi di lavoro. Comunque, vicino alla lista di Ovidio Casconi “Lavoriamo Insieme”, pur essendo iscritto al Partito Democratico.

«Raggiungere il nostro paese e la zona di Monte Curio – spiega La Noce – è scomodo, una strada inadeguata ed auto e bus sono costretti a percorrere tornanti». E, allora, perché non pensare a una funivia, che non solo «dimezza i tempi del viaggio», ma è anche il mezzo di trasporto a «minor impatto ambientale». Inoltre, la funivia è veloce – supera i 22 chilometri orari – è costante ed è «indipendente da qualsiasi variabile ambientale o umana». Certo, il trasporto su fune – precisa Alessandro La Noce – non è un’alternativa alla macchina o al bus, ma «un sistema complementare» e l’unico «veramente ecologico».

La Noce ritiene che un simile impianto possa non solo migliorare «la vita quotidiana degli abitanti e di quanti praticano le nostre zone montane per fare sport o per godere della natura e del panorama», ma possa divenire «un forte attrattore turistico» e, non da ultimo «creare posti di lavoro». Impiego – secondo l’ex sindaco rocchigiano – dove si costruiscono i pezzi necessari alla sua realizzazione (cabine, parti meccaniche, funi, piloni, ancoraggi), lavoro per la su installazione; lavoro per la sua manutenzione (in verità, poca); lavoro per il suo funzionamento; lavoro nel momento in cui si costruiscono le relative stazioni, dove potrebbero trovare spazio iniziative e mostre commerciali e turistiche.

Certo Roccasecca dei Volsci non sta sulle Dolomiti, ma l’ex primo cittadino rocchigiano non è nuovo a proposte rivoluzionarie per rilanciare il piccolo borgo ausono. Ma questa volta l’idea appare particolarmente suggestiva. «Sono anni che ci penso – conclude Alessandro La Noce – e credo sia giusto farla diventare patrimonio della collettività». L’idea è stata lanciata, il dibattito è aperto.

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