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Sabato 10 Dicembre 2016

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Ancora volantini anonimi contro Fonisto

Giuseppe Fonisto

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Ancora volantini anonimi contro Fonisto

Bassiano

L'oppositore di Guidi bersaglio di alcuni messaggi senza firma contro le sue iniziative pro-trasparenza

«Trasparenza sulle spese, noi non ci fermiamo. Non sarà certamente un volantino anonimo a bloccarci. Sappiamo di aver toccato un nervo scoperto dell’amministrazione Guidi e andremo fino in fondo. La risposta della segretaria comunale ci dà ragione e, al netto del panico nel quale sembra aver gettato qualche personaggio nemmeno tanto anonimo, a breve avremo accesso agli atti». Prosegue nella sua lotta per la trasparenza Giuseppe Fonisto, leader del movimento Grande Bassiano, che torna sulla questione della causa persa contro la cooperativa “Il Piccolo Principe” di Bologna, affermando: «Nessuno ci può convincere che spendere soldi dei cittadini per pagare le conseguenze di una causa persa sia la stessa cosa che venire incontro alle situazioni di disagio dei bambini del paese. Renderemo pubblici – spiega Fonisto – tutti gli atti, quando ne entreremo in possesso, e la cittadinanza potrà constatare ciò che andiamo dicendo da tempo. Il deficit di Bilancio – incalza Fonisto – pari a circa 500mila euro, il provvedimento delle strutture comunali, l’emersione di debiti fuori Bilancio, il contenzioso con Utopia2000, dove sono in ballo circa 1,8 milioni di euro, l’individuazione da parte del revisore dei conti di numerosi parametri di deficitarietà strutturale del comunale, oltre ai due finanziamenti revocati dalla Regione, non si possono nascondere sotto al tappeto di un volantino anonimo».

Una situazione che, sempre secondo Fonisto, ha abbondantemente superato il limite. L’avvocato per un momento, lascia anche l’eventualità, più volte prospettata, di un confronto pubblico con il primo cittadino. In questo passaggio e nell’attesa di ricevere gli atti della questione sui soldi da dover pagare per una causa persa, Fonisto preferisce tornare sull’ipotesi dimissioni: «Passare la mano e restituire la parola ai cittadini ci sembra l’unica soluzione per salvare il salvabile».

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