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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Troppe coltivazioni di kiwi: "Il territorio è a rischio"
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Troppe coltivazioni di kiwi: "Il territorio è a rischio"

Sermoneta

Il sindaco teme l'impoverimento delle falde, il prosciugamento delle sorgenti d'acqua e fenomeni di sinkhole

"La produzione di kiwi, che supera i 4.000 ettari nei cinque Comuni interessati (circa 2.000 aziende tra Latina, Cisterna, Aprilia, Sermoneta e Cori) sta producendo un impatto ambientale grave e necessita di un approfondimento serio da parte delle autorità competenti: non sono i Sindaci a dirlo, ma agronomi e geologi, Considerazioni che, peraltro, hanno suscitato interesse anche in importanti programmi televisivi specializzati".

Si apre così la dura nota del sindaco di Sermoneta, Claudio Damiano, che ha voluto manifestare le sue preoccupazioni in merito all'espansione incontrollata, nell'Agro pontino, delle coltivazioni di kiwi.

"Di sicuro, la quantità di terreno destinate a kiwi, considerando la necessità di un uso vasto di risorse idriche, sta producendo un abbassamento delle falde, una riduzione della portata delle sorgenti, aumento del pericolo legato al fenomeno dei sinkhole e un inaridimento del terreno di superficie. Accanto a questo, è evidente che un uso estensivo di monocolture determina una alterazione irreversibile dell'ecosistema territoriale, che trova la sua ricchezza nella propria biodiversità".

Tra l'altro, secondo Damiano, lo switch sul kiwi sta impoverendo gli altri tipi di colture tradizionali, quali l'uva e l'ulivo, impoverendo le tradizioni agricole.

Non solo. "Il fatto che oggi il kiwi rappresenti una risorsa economica per i produttori agricoli, non significa che questo territorio possa essere saccheggiato e depauperato come se fosse una miniera. Anche perché il rischio è che si produca in futuro una perdita di risorse ambientali ed idrogeologiche capace di sostenere l'attuale volume di produzione. Credo che una regolamentazione degli impianti di nuova produzione del kiwi - ha specificato il sindaco sermonetano - dovrebbe trovare d'accordo anche gli stessi produttori, perché se da un lato non c'è nessuna volontà di intervenire per ridurre l'attuale produzione, dall'altro lato si evita il rischio di determinare fenomeni di sovrapproduzione con evidenti ricadute negative anche sul prezzo".

In conclusione, Damiano auspica un tavolo con la Regione e con gli altri sindaci per tracciare una road map sulle problematiche legate all'escalation di coltivazioni a kiwi.

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