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Sabato 10 Dicembre 2016

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Tribunale Latina
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"Il fatto non sussiste", dipendente comunale assolto dall'accusa di interruzione di pubblico servizio

Sonnino

I fatti risalgono al 2009, l'uomo scagionato anche dall'ipotesi di truffa ai danni dello Stato

Era accusato di interruzione di pubblico servizio e truffa ai danni dello Stato ma, dopo l’arringa difensiva dell’avvocato Lorenzo Magnarelli, del foro di Roma, è stato assolto dalle ipotesi di reato a lui ascritte poiché il fatto non sussiste.

È questa la storia di un dipendente del Comune di Sonnino che, il 19 novembre 2009, era stato accusato di aver chiuso arbitrariamente la delegazione comunale di Capocroce, dando quindi luogo a una interruzione di pubblico servizio. Per questa accusa, nel 2013, il gup del Tribunale di Latina decise di rinviarlo a giudizio e, nel corso del processo, il pm titolare dell’indagine aveva chiesto una pena di otto mesi di reclusione. L’avvocato Magnarelli, però, ha smontato le tesi dell’accusa: il legale, infatti, è riuscito a dimostrare come, in realtà, non si sia verificata alcuna interruzione di pubblico servizio né tantomeno una truffa ai danni dello Stato.

Quel giorno, infatti, il dipendente in servizio a Capocroce non chiuse in anticipo la delegazione: dopo aver atteso l’orario di chiusura, per poter dare corso alla pratica richiesta da un cittadino - un certificato -, ha lasciato i locali per recarsi nella sede centrale del Comune, vista la necessità di una connessione telematica che a Capocroce non c’era. Una volta arrivato in Comune ha effettuato il suo lavoro e, successivamente, ha consegnato il certificato al cittadino. Insomma, il dipendente non solo ha superato il disservizio, ma si è anche adoperato per segnalare la problematica dell’assenza di connessione. Ieri, dunque, il giudice Silvia Artuso ha deciso per l’assoluzione piena del dipendente comunale.

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