Tutti i giorni veniamo a conoscenza, dagli organi di informazione, di fatti di cronaca. E, per quanto questi possano suscitare in noi sgomento, rabbia e dolore, rimangono lontani dalla sfera degli affetti personali. Ma, a volte, purtroppo, non è così. A esprimersi, in questi termini, è un giovane di Sonnino, Emilio Altobelli, che racconta una storia, non certo paragonabile alle drammatiche vicende che hanno colpito l’Italia negli ultimi mesi e giorni, ma pur sempre significativa per chi l’ha vissuta in prima persona. La vicenda - racconta Altobelli - è quella di una cittadina di Sonnino, alla quale «domenica scorsa è stato sottratto per sempre l’affetto della sua cagnolina». Sul corpo inerte della cagnetta, secondo quanto affermato dal giovane, sarebbero stati rinvenuti fori causati da pallini di piombo di una cartuccia sparata da un fucile da caccia.

«Alla signora - continua Emilio Altobelli - va tutta la nostra solidarietà e ammirazione, poiché nella sua reazione ha prevalso il senso civico e non la rabbia e il dolore». Nel territorio del Comune di Sonnino, secondo il giovane, la caccia sarebbe una delle maggiori tradizioni. Un’attività legale, indubbiamente, ma soggetta a delle regole, sancite dalla legge numero 157 dell’11 febbraio 1992. L’articolo 21 sancisce “il divieto di cacciare ove nel raggio di 100 metri ci siano abitazioni, fabbriche o attività commerciali”. Altobelli non lo dice, ma fa capire che la cagnetta sia stata colpita probabilmente in una zona a rischio. E sottolinea che, nel suo paese, spesso l’osservanza delle regole non sarebbe completa. Tanto che alcuni cittadini gli avrebbero confidato di aver sentito «il tintinnio dei pallini di piombo sui tetti delle case». Di qui l’invito all’amministrazione comunale a intervenire con un’opera di sensibilizzazione. Da indiscrezioni sembra che la signora abbia avvisato il sindaco di voler presentare un esposto.