La vicenda parte da lontano, addirittura dal 1993. In quell’anno tra il Comune di Sonnino ed una ditta specializzata nel settore, fu stipulato un contratto per lavori, fornitura e installazione di apparecchiature nelle stazioni di sollevamento del nuovo acquedotto comunale. Le cose non andarono come previsto, tanto che l’Ente locale portò la ditta che aveva effettuato i lavori in tribunale che, con sentenza dell’ottobre 2012, condannò l’impresa al pagamento della somma di 134mila euro. Pagamento che però è ancora in attesa di essere ricevuto. L’amministrazione comunale già nel 2013 ha avviato il recupero delle somme tramite un legale, attraverso un’azione esecutiva, con un atto di precetto e pignoramento presso terzi, nei confronti di Acqualatina. Parte del credito (113.725,46 euro) è stato recuperato, ma La ditta ha fatto ricorso presso la Corte d’appello che il 13 dicembre 2016 ha dato ragione al Comune. Ora, con un nuovo legale, l’ente tenta di recuperare anche il resto del credito.