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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Caso Parcheggione, parlano Conte e Burrini

Il cantiere di piazzale Berlinguer (foto del 2014)

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Caso Parcheggione, parlano Conte e Burrini

Nettuno

Due interventi politici a margine della risoluzione della concessione decisa dal Comune

Nelle scorse ore, a Nettuno, due politici locali hanno voluto commentare la scelta del Comune di risolvere la concessione scaturita dalla convenzione con la Parkroi srl per la realizzazione del multipiano di piazzale Berlinguer.

Il primo è stato l'ex sindaco Carlo Conte.

"Leggo prese di posizione recenti da parte di soggetti politici vecchi e nuovi, vorrei tornare ad esprimere la mia. Tornare perché ho già avuto modo di esporre al Prefetto e a Cantone alcune mie considerazioni in merito alla delibero commissariale 62 con cui la Moscarella, erroneamente, intimava al Palpini di riprendere il lavoro, in base alla convenzione dell'ottobre del 2012. Lì, infatti, erano già presenti le contraddizioni (riequilibrio dei costi, non ipotecabilità dell'area, etc...) che poi hanno portato il dirigente comunale a dichiarare l'impossibilità di continuare il rapporto con Parkroi".

Secondo Conte, a questo punto, occorrerebbe cercare di rientrare in possesso dell'area, anche non escludendo eventuali iniziative giudiziarie.

Queste, invece, le parole dell'ex consigliere Pd e oggi candidato sindaco per una coalizione civica, Nicola Burrini.

"E’ incredibile che sia toccato al Commissario prefettizio del Comune di Nettuno dover risolvere il contratto con la Parkroi per la realizzazione del parcheggio multipiano a piazzale Berlinguer. La società poteva e anzi doveva essere messa alle strette e mandata via molto tempo prima. Già nel 2014 io e il consigliere comunale Pamela Polito ci eravamo espressi in questo senso rimanendo inascoltati. Già in un intervento del 20 dicembre 2014 fu messo chiaramente in evidenza che '...ogni onere ulteriore rispetto alle necessarie modifiche al progetto, era a carico della ditta aggiudicataria e, se non fosse ci fosse stata la volontà del privato a procedere ci si doveva rivolgere progressivamente, agli altri partecipanti alla gara e comunque rescindere il contratto…'. A significare che già allora esistevano le condizioni per una soluzione tempestiva. Una strada obbligata che più di qualcuno ha fatto finta di non vedere. Chiudere la buca oggi vuol dire rendere l'area inutilizzabile per anni e dunque continuare a sottrarla ai cittadini. Noi intendiamo studiare delle modifiche sostenibili al progetto e avviare un iter brevissimo per una nuova assegnazione di gara".

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