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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Appalto rifiuti in bilico, il Consiglio di Stato conferma la rescissione del contratto
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Appalto rifiuti in bilico, il Consiglio di Stato conferma la rescissione del contratto

Nettuno

Riformata la sentenza del Tar e respinti gli originari ricorsi della Ipi

La vicenda relativa all’appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Nettuno si è arricchita di un nuovo capitolo. Nella giornata di mercoledì, infatti, è stata pubblicata la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza del Tar del Lazio che annullava la risoluzione unilaterale del contratto d’appalto da parte del Comune a seguito dell’informativa antimafia arrivata alla Ipi. Al contempo, il Consiglio di Stato ha anche rigettato i ricorsi promossi al Tar relativi anche all’annullamento - accordato in primo grado - dell’informativa sopra citata.

Secondo i giudici amministrativi, infatti, resta legittima l’interdittiva emessa dalla Prefettura di Caserta nei confronti della Ipi, arrivata “a cascata” dopo che una società allora consorziata con la ditta suddetta - la Alba Paciello - era stata a sua volta destinataria di una interdittiva, ritenuta valida dal Consiglio di Stato lo scorso anno.

A far propendere i giudici per la riforma della sentenza - che di fatto mette a rischio il contratto d’appalto in essere a Nettuno - è stata la circostanza secondo cui la Ipi avrebbe utilizzato i requisiti maturati grazie all’appalto ottenuto con la consorziata Alba Paciello a Caserta al fine di rispondere al bando di Nettuno. Una circostanza - questa - che la società di Roma aveva già confutato in primo grado e che - adesso - sta portando i suoi legali a chiedere una revisione della sentenza del Consiglio di Stato e al ricorso straordinario e urgente alla Corte di giustizia europea.

Nel frattempo, sono attese le “mosse” del Comune di Nettuno e del nuovo sindaco, Angelo Casto.

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