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Martedì 06 Dicembre 2016

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Che fine ha fatto lo scheletro di "Nello"?
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Che fine ha fatto lo scheletro di "Nello"?

Nettuno

«Ma Nello che fine ha fatto?» È questa la domanda che, da qualche tempo, viaggia per le vie e le piazze di Nettuno, in riferimento allo scheletro dell’uomo preistorico ritrovato nel 2009 lungo la spiaggia vicina a Torre Astura, all’interno del poligono militare.
Da troppo tempo, infatti, non si hanno più notizie di quell’eccezionale reperto archeologico dell’Età del Bronzo, che balzò agli onori delle cronache nella calda estate di sette anni fa, quando venne resa nota la notizia del suo ritrovamento da parte dei militari del Reparto operativo dei carabinieri - Tutela patrimonio culturale - durante uno dei servizi che, sistematicamente, vengono svolti nelle aree archeologiche e paesaggistiche, in collaborazione con il Reparto aeromobili dei carabinieri di Pratica di Mare.
La sepoltura di Nello - questo il nome dato all’uomo preistorico in onore del militare che lo individuò per primo - era stata scovata nel maggio del 2009 nelle vicinanze dell’osservatorio Cortese: qui, il mare aveva dato vita a un processo erosivo, scoprendo la tomba realizzata circa 5.000 anni prima.
Da quel momento, dunque, si diede luogo alle attività di recupero dei reperti: venne riesumato l’intero scheletro, unitamente al corredo funerario del guerriero e a tante frecce, forse in segno della causa di morte dell’uomo. Il 31 luglio 2009, poi, si tenne una conferenza stampa a Roma, alla presenza dell’onorevole Francesco Maria Giro, sottosegretario a Beni e Attività culturali; del generale di brigata Giovanni Nistri, comandante dei carabinieri - Tutela patrimonio culturale -; e di Marina Sapelli Ragni, soprintendente per i Beni archeologici del Lazio. In quell’occasione si evidenziò l’eccezionalità del ritrovamento, ma anche la volontà di collocare il prezioso reperto nel Forte Sangallo, dove - qualche tempo dopo - vennero approntati dei lavori per una nuova area museale nel portico di San Pio V.
Da quel momento, però, di Nello si sono perse le tracce: di certo, lo scheletro e il sito archeologico vennero sottoposti ad accertamenti da parte degli esperti. Della sua collocazione attuale, però, non vi è traccia: probabilmente sarà al sicuro ma il motivo per cui non sia ancora tornato nella “sua” Nettuno è al momento ignoto, così come non sono conosciute le cause di questa sua “scomparsa” dai riflettori.

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