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Giovedì 08 Dicembre 2016

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M5S, il patto di Nettuno: Grillo fa Maria Goretti, Di Maio si scusa e "Dibba" studia da premier

Beppe Grillo durante il comizio a Nettuno

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M5S, il patto di Nettuno: Grillo fa Maria Goretti, Di Maio si scusa e "Dibba" studia da premier

Il comizio

Una riflessione sul cambio di passo dei pentastellati celebrato sul palco di piazza Battisti

Forse, a qualcuno, potrebbe sembrare un riferimento un po’ blasfemo. E per questo chiediamo perdono in partenza. Ma il linguaggio a tratti utilizzato da Beppe Grillo durante il comizio di mercoledì sera a Nettuno sembrava quello di un capo religioso. «Abbiamo finito a Nettuno perché questa è la città del perdono, di Maria Goretti - ha affermato, in un passaggio, il leader dei pentastellati - Lei ha perdonato il suo stupratore e noi perdoniamo tutta questa gente che non sa quello che fa». Riferimento evangelico (la frase di Gesù, sulla Croce, rivolta a Dio Padre) e alla biografia della martire delle Ferriere per “assolvere” chi critica i pentastellati e per evidenziare il cambio di marcia dei Cinque Stelle dopo il “Caso Raggi”, il quale sembra tutt’altro che terminato.

A ogni frase di Grillo, anche quella meno comprensibile, scattava l’applauso della platea: atteso come una star, osannato come una divinità, lui ha ricambiato con un paio di “Vaffa” al “sistema” che hanno ricordato il MoVimento della prima ora ma ha anche lanciato alla grande Alessandro Di Battista, organizzatore del tour per il “no” al referendum costituzionale che si è concluso proprio a Nettuno. E proprio lui, adesso, studia da futuro presidente del Consiglio, mettendo in ombra quello che sembrava il premier designato, Luigi Di Maio, con quest’ultimo che ha utilizzato la piazza e la platea nettunese per fare ammenda sul comportamento tenuto in merito alla faccenda che ha riguardato la Raggi e l’assessore Muraro.

Di Battista, come accaduto in campagna elettorale, ha nuovamente caricato i nettunesi: parole forti, toni esaltanti, messaggi che, per la maggior parte, avevano poco a che fare col referendum costituzionale ma sembravano essere una vera e propria campagna elettorale in vista delle prossime elezioni politiche.


Un discorso da leader, che ha riscosso applausi e consensi.

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