Raccoglie oltre 45mila visitatori l’anno, con una altissima percentuale di stranieri. Nei suoi locali c’è di tutto, con una parola che riesce ad accomunare qualsiasi reperto ivi conservato: il ricordo.

Stiamo parlando del Museo dello Sbarco di Anzio, oggi allestito all’interno di Villa Adele, accanto al Museo civico archeologico.
Una realtà che, sul litorale, è presente dal 1994 e che ogni anno - grazie al presidente Patrizio Colantuono e ai volontari che si prodigano per la struttura, ma anche col sostegno del Comune - rappresenta un vero volano per il turismo anziate e della vicina Nettuno.

I suoi spazi, però, sono diventati insufficienti alla gran mole di materiale raccolta nel tempo. «Ci servirebbero almeno quattrocento metri quadrati di esposizione - ha affermato Patrizio Colantuono, da noi incontrato in occasione della Festa dei Musei a Nettuno - Col materiale donato dai veterani e dai loro parenti, ma anche grazie ai tanti turisti che arrivano ogni anno da diverse parti del mondo, potremmo allestire un Museo davvero straordinario».

La domanda, a questo punto, nasce spontanea: Anzio dispone di uno spazio così grande?

Forse una soluzione c’è e ci sentiamo di ipotizzarla, anche se poi - alla fine della fiera - dovrà essere il Comune a decidere. Il Museo dello Sbarco potrebbe trovare sede nel Paradiso sul Mare, che una volta tornato nelle mani del municipio dovrà essere ristrutturato e messo a norma. Sarebbe una sede prestigiosa per il Museo che, ogni anno, porta ad Anzio decine di migliaia di turisti, consentendo a tutti - visto l’ingresso gratuito - di toccare con mano cosa è accaduto il 22 gennaio 1944 e durante tutta la campagna militare partita da Anzio e Nettuno.