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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Allagamenti in centro Un problema irrisolto
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Allagamenti in centro
Un problema irrisolto

Nettuno

L’allagamento straordinario - quasi una vera e propria alluvione - che ha colpito Nettuno a cavallo tra il tardo pomeriggio e la prima serata di sabato, ha riacceso i riflettori su un problema ormai divenuto atavico per la città del tridente, ossia quello legato al centro urbano che finisce sott’acqua.

Con l’aumento
dei temporali improvvisi
crescono le “alluvioni”
lungo tutta la dorsale
del centro urbano
Urge un piano
che porti sicurezza.


Ad ogni acquazzone di portata maggiore rispetto al normale, sono tantissime le zone che si trovano puntualmente in difficoltà: la situazione peggiore è quella di piazzale San Rocco, dove soltanto sabato - come si evince dalla foto pubblicata da una cittadina sul gruppo Facebook “Nettuno racconta, parola ai cittadini” e che qui pubblichiamo - un’auto è rimasta completamente sommersa, mentre per soccorrere l’autobus rimasto bloccato nell’acqua è servito il gommone in dotazione ai soccorritori.


Gravi anche le ripercussioni che, durante e dopo i temporali, si registrano su lungomare Matteotti, in via Gramsci - alla rotatoria che precede il confine con Anzio -, in via Santa Maria, in via Ennio Visca ma anche nelle strade limitrofe a piazza Garibaldi. Disagi, dicevamo, che negli ultimi tempi si sono acuiti con forza ma che, se si ripercorre indietro l’ipotetico orologio della storia nettunese, sono davvero una questione atavica. Già negli anni ‘50, ad esempio, piazzale San Rocco diveniva navigabile: nel tempo sono stati fatti diversi tentativi per risolvere il problema, purtroppo senza successo. Gli ultimi due riguardano l’intubazione della foce del Loricina - con le pompe inattive da anni - e le vasche di raccolta dell’acqua sotto al piazzale, anch’esse con problematiche che si ripresentano spesso.


Risultato: ancora non si riesce a trovare una definitiva soluzione per i disagi della zona di Nettuno che maggiormente soffre degli allagamenti.
Anche via Gramsci, purtroppo, non è nuova a divenire simile a Canal Grande: basta tornare indietro di tredici anni, ossia al luglio del 2002, quando in una mattina di metà mese quasi mezzo metro d’acqua ricoprì la direttrice di traffico che collega Anzio a Nettuno, con alcuni abitanti che si munirono di canoa per raggiungere la zona della ex Divina Provvidenza.

Infine, altra criticità di non poco conto è quella di via Santa Maria, all’incrocio con via Diaz: qui, dopo l’accumulo di acqua in strada, la stessa si riversa nei garage dei vicini palazzi, generando danni e disagi. Insomma, una situazione critica, per la quale non sembrano essere ancora state trovate soluzioni concrete e definitive, coi problemi aggravati da una rete fognaria delle acque meteoriche che, in alcune zone, sembrerebbe ancora essere promiscua con quella delle acque scure, con tutti i disagi che ne conseguono. In più, con l’acqua che si infiltra nel terreno al di sotto delle strade, il rischio di vedere aprirsi voragini come quella di via IV Novembre, che ieri era ancora transennata, potrebbe aggravarsi sempre di più. Urge, dunque, un piano che consenta una risoluzione definitiva del problema, scongiurando nuove e pericolose emergenze.

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