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Domenica 04 Dicembre 2016

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Urbanistica, atti e pasticci con un unico filo conduttore

Latina

Non è un caso che le più controverse vicende urbanistiche siano legate a doppio filo al problema dei posti auto. Paradossalmente, si potrebbe ripercorre la storia delle forzature compiute qua e là negli angoli più disparati della città seguendo il filo dei parcheggi. Due volte su tre, dove c’è uno scandalo urbanistico c’è un problema di posti auto. E’ quello che abbiamo cercato di fare su queste due pagine dedicate ad alcuni casi emblematici degli ultimi anni, ogni volta originati da un problema di parcheggi, oppure venuti a galla mentre si cercava di risolvere…. un problema di parcheggi.
Come l’acqua e i canali, anche i posti auto sono diventati un tratto distintivo di Latina: il primo segno importante è arrivato dall’amministrazione Redi negli anni’80, quando l’allora sindaco decise di archiviare il progetto della biblioteca Stirling sacrificando l’angolo compreso tra via Emanuele Filiberto e via Battisti in nome di una tanto presunta quanto volgare necessità di posti auto. Meglio le automobili della cultura. E quel segno è rimasto stampato anche nella testa dei dirigenti dell’Urbanistica che si sono succeduti da allora in poi, aiutati e assistiti dalle legge che impone una quota di posti auto a qualsiasi progetto edilizio in cerca di un permesso a costruire. Una comoda stampella per anteporre un parcheggio anche all’acqua che beviamo o all’aria che respiriamo.

Uno speciale sull'argomento in edicola su Latina Oggi del 24/01/2016

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