Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Domenica 11 Dicembre 2016

.




teatro d'annunzio latina
0

Il teatro D'Annunzio col palco "dimezzato"

L'allarme lanciato da Clemente Pernarella

Il Palazzo della Cultura di Latina. Una struttura da sempre trascurata e che, quasi con grande sorpresa di tutti, sia per ex amministratori, sia per chi l’ha vissuta ed animata in quanto operatore del settore, qualche mese fa è stata dichiarata inagibile dalla gestione commissariale del Comune di Latina. Norme antincendio non seguite, ingenti danni sul tetto e, di conseguenza, uno stabile inagibile. Questo al D’Annunzio quanto al Cafaro. Ma oltre ad aver identificato i problemi, la squadra del Commissario Barbato si è anche adoperata per permettere la riapertura dei teatri attraverso lo stanziamento di fondi e l’affidamento dei lavori, come testimoniano le determine pubblicate nell’albo pretorio.
Ma in questo periodo di tempo di inattività, qual è stato il danno che la chiusura della struttura ha arrecato ai professionisti del settore? «Le stagioni teatrali possono dirsi definitivamente saltate - spiega in una nota a titolo individuale Clemente Pernarella, attore, regista e anche responsabile provinciale della cultura del Pd - Le stagioni durano in media otto mesi e si concludono tra aprile e maggio. Potrebbe ancora essere possibile garantire lo svoglimento degli spettacoli di fine anno delle scuole di danza, appuntamento che dobbiamo sperare possa non essere disatteso. Ma il condizionale è d’obbligo, così come la speranza poiché anche in questo caso c’è bisogno di risposte definitive».
Infatti, da pochi giorni è scaduto il termine indicato dal Commissario prefettizio sulla riapertura di almeno una delle sale teatrali, quella del D’Annunzio per l’esattezza, evento annunciato in un primo momento a dicembre, poi rinviato a fine gennaio e ora previsto per la fine di marzo. «Ad oggi il danno che la chiusura delle sale ha comportato è irrimediabile - prosegue Pernarella - Gli operatori, per salvare le attività e i bilanci, sono stati costretti a soluzioni di emergenza, per non dire disperati».
I lavori, infatti, sono stati iniziati solo parzialmente, per un costo totale di 130mila euro (procedura a cottimo). Ma nei piani c’è anche un fattore che ha scosso il regista (e sicuramente tutta la categoria): gli interventi strutturali prevedono la riduzione del palco del D’Annunzio portandolo a una superficie agibile di 150 metri quadrati in seguito alla costruzione di un muro all’interno dello stesso, su tre lati. Aggiungendoci tutto l’ingombro delle quinte si arriverebbe ad avere un palco di poco maggiore di quello del Cafaro.
«In sostanza verrebbe meno l’idea alla base della costruzione del Teatro stesso - prosegue Pernarella - cioè uno spazio che portasse la città ad avere un teatro all’altezza delle aspettative di crescita e delle sue asperazioni. Poi, se non esiste più un carattere d’urgenza, è opportuno tale intervento?».
Il messaggio che viene dunque lanciato alla prossima amministrazione politica riguarda la richiesta di farsi carico di un problema che il Commissario ha avuto merito di sollevare e per il quale ha cercato di dare la migliore soluzione possibile.
Il Teatro rivuole il suo palco, quello che ha fatto innamorare artisti di fama internazionale, il pubblico di tutta Italia e, soprattutto, i cittadini, gli attori e i registi di Latina.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400