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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Acqualatina battuta in Tribunale, il comitato: "Premiata la volontà dei cittadini"
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Acqualatina battuta in Tribunale, il comitato: "Premiata la volontà dei cittadini"

Aprilia

Nessun versamento sull’acqua può essere trasferito ad Acqualatina senza la volontà dei cittadini. E’ questo in sintesi il pensiero del comitato in difesa dell’acqua pubblica, che commenta con soddisfazione la sentenza del Tribunale di Latina che ha rigettato il ricorso del gestore del servizio idrico che chiedeva al Comune di Aprilia il riversamento delle somme che i cittadini che contestano la società in questi anni hanno versato nella casse di piazza Roma. «La sentenza del giudice è chiara: nessun trasferimento - dice Alberto De Monaco - può essere trasferito al gestore senza la volontà degli utenti. L’ex sindaco Domenico D’Alessio ce lo aveva promesso: i soldi versati torneranno agli utenti ma mai ad Acqualatina. E la giunta Terra ha continuato a tenere fede a quest’impegno, difendendo il tesoretto».
Al tempo stesso il comitato rilancia la battaglia per l’acqua pubblica, una battaglia che negli ultimi anni ha perso smalto anche per la stanchezza di tanti cittadini che - di fronte a lunghe battaglie legali - hanno deciso di chiedere la restituzione delle somme al Comune e di trattare con Acqualatina. «Il gestore può solo affidarsi alla minaccia - continua - della chiusura dell’acqua, perché è aiutata da politici cialtroni di ogni specie che per interesse di partito remano contro l’interesse dei cittadini». De Monaco sottolinea come l’impegno del comitato, insieme all’amministrazione comunale, non abbia mai negato la restituzione delle somme a chi ne ha fatto richiesta. «Il gestore - spiega - ha provato in ogni modo ad avere quei soldi. Ci aveva provato l’ex sindaco Santangelo a restituire gli acconti nel 2009, poi l’avvocatura di Acqualatina ha promosso il ricorso. Nel 2015, inoltre, hanno provato a compensare i fondi dovuti per l’ampliamento del depuratore di via del Campo con il ‘tesoretto’ degli acconti, e un dirigente e un assessore stavano abboccando». E da parte del comitato non mancano accuse ai politici di Aprilia. «Nell’estate 2015 è stata creata - conclude - una bagarre ad arte sulla prescrizione degli acconti e sulla necessità di metterli in fondo. Una bagarre, opera di Pd, Ncd, Fi e dalla consigliere indipendente Porcelli, inutile perché l’impegno preso è stato onorato. Gli acconti sono stati sempre restituiti, ogni altra fantasiosa ricostruzione è una menzogna».

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