Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Lunedì 05 Dicembre 2016

.




"E non possono nemmeno dimettersi"
0

"E non possono nemmeno dimettersi"

Latina

L'editoriale del direttore 

Prima hanno capito che a comandare in città erano i costruttori e i palazzinari, poi si sono stufati di essere trattati come pupazzi in cambio di voti e agevolazioni, e così hanno realizzato che c’era un solo modo per venirne fuori: mantenere la posizione in politica e in amministrazione, e diventare palazzinari anche loro.
Detto e fatto. I primi segnali erano venuti fuori con un progetto ambizioso in una striscia di terreno stretta fra la Pontina e il Garden Hotel, un’area destinata a strutture ricettive, ma che il connubio «politicalcestruzzo» avrebbe agevolmente superato. La prima cordata mista era fatta da costruttori, politici costruttori e politici da avviare all’arte delle costruzioni. Ci si erano messi di mezzo i giornali, il cambio di destinazione urbanistica dell’area non era arrivato e non se n’era fatto niente. Allora.

I primi segnali erano venuti fuori con un progetto ambizioso in una striscia di terreno stretta fra la Pontina e il Garden Hotel, un’area destinata a strutture ricettive, ma che il connubio «politicalcestruzzo» avrebbe agevolmente superato.


Oggi assistiamo agli effetti di altri connubi scellerati, ma è soltanto una parte di quello che si riesce a scoprire dalla lettura attenta di qualche carta sfuggita di mano agli uffici. Come tutte le altre, anche l’arte di fare affari si affina con l’impegno costante e con la frequentazione delle scuole migliori. E Latina, in materia urbanistica, è una scuola di eccellenza. Non è un caso che i carabinieri stiano studiando per conto della Procura della Repubblica l’intera materia dei Piani attuativi in corso.
Non è un caso se un Commissario straordinario arrivato a sostituire un sindaco decaduto ha imboccato la via maestra della sospensione di alcuni di quei piani, prefigurando già in partenza l’obiettivo dell’annullamento. Non è nemmeno casuale che a trent’anni di distanza un centinaio di proprietari di appartamenti scoprano di essere abusivamente residenti su un terreno a suo tempo espropriato dal Comune e che non avrebbe in alcun modo potuto ospitare gli interventi edilizi che invece sono lì dal 2000, in barba a tutte le norme vigenti e anche in barba alla decenza.
Non serve nemmeno stare a rivangare storie che potremmo definire esilaranti se non costituissero delle madornali violazioni di legge, come la concessione di sanatorie impossibili in cambio della promessa di un parcheggio che non potrà più essere realizzato.
E i relitti, quei lotti inservibili che vengono ceduti gratuitamente al Comune, che spesso ne è già proprietario, in cambio di premi di volumetrie? E’ già tutto visto e già consumato, da via Quarto a viale Nervi.
E’ chiaro che da qualche decennio il Comune è nelle mani di una ciurma di corsari che cambia volto ma mai abitudini, e che soprattutto mostra di non tenere in alcuna considerazione il ruolo di rappresentanza che ha volontariamente e liberamente scelto di assumere nei confronti dei cittadini. E’ accettabile che un assessore o un consigliere comunale si trovi direttamente o indirettamente all’interno di società immobiliari e di costruzione che possono trarre vantaggi economici da decisioni assunte dall’amministrazione di cui sono parte? Domanda sciocca e inutile: sciocca perché la risposta è lapalissiana, ed è no; inutile perché non serve nemmeno porla, tanto nessuno sente.

E’ accettabile che un assessore o un consigliere comunale si trovi direttamente o indirettamente all’interno di società immobiliari e di costruzione che possono trarre vantaggi economici da decisioni assunte dall’amministrazione di cui sono parte?


Abbiamo visto sindaci e presidenti di importanti amministrazioni costruire perfino alberghi abusivi; senatori con ville finite sotto sequestro; sindaci raccogliere al volo occasioni imperdibili per acquistare appartamenti nel cuore di Roma o per mettere su casa nell’attico ceduto sulla parola, in cambio di una promessa. Purtroppo, non possiamo dirci stupiti di fronte all’ultima cricca pizzicata con le mani nella marmellata.
La prossima volta che ci capiterà di restare interdetti è il giorno in cui scopriremo che questo andazzo è finito.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400