Al di là delle scelte urbanistiche di un’amministrazione comunale, che possono avere un senso nella direzione della riqualificazione di ambiti urbani rimasti tagliati fuori da una pianificazione di quarant’anni prima, quello che è successo davvero nel terreno agricolo alle spalle di via dell’Agora, oltre che uno scandalo, è un fatto matematico, che si può valutare con la logica dei numeri. I terreni di proprietà degli eredi di un paio di famiglie di coloni, stando alla destinazione urbanistica certificata nel 2013 dagli uffici comunali (zona H rurale, gravata da diversi vincoli e attraversata da un elettrodotto), hanno un valore di mercato irrisorio; quando l’amministrazione comunale decide con una variante di trasformare la destinazione dell’area rendendola edificabile applicando un indice territoriale di 0,60 mc/mq, quei terreni assumono immediatamente un nuovo valore di mercato. Trattandosi di area edificabile, il calcolo del valore di mercato si fa al metro cubo, e se le volumetrie realizzabili in quel terreno una volta approvata la variante, stando agli indici introdotti sono valutabili intorno ai 150.000 metri cubi, va da sé che al prezzo corrente di 100/150 euro al metro cubo quei terreni assumono un valore di mercato di circa 22 milioni e mezzo di euro.

(Articolo completo su Latina Oggi del 14 Febbraio 2016)