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Ospedali pontini, 1200 assunzioni e investimenti sulle strutture

Latina

Sono 1200 i posti di lavoro disponibili nella sanità grazie allo sblocco del turn over disposto dalla Regione Lazio. In politica, però, continua lo scontro tra Giuseppe Simeone (Forza Italia) ed Enrico Forte (Pd).

«Sblocco del turn over e conseguente assunzione di 1200 unità tra medici, infermieri e tecnici e investimenti sulle strutture sanitarie dell’intera provincia di Latina con i fondi recuperati dall’evasione fiscale del ticket sanitario: sono questi gli interventi messi in campo dall’amministrazione regionale per dotare il nostro territorio di un sistema sanitario più efficiente, nonostante i pesanti limiti imposti dal regime di commissariamento cui il Lazio è sottoposto ormai da anni».

Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Enrico Forte.

«Nell’ultimo periodo – sottolinea Forte – sono stati fatti enormi passi avanti grazie ad una politica basata sulla buona amministrazione, la trasparenza e la legalità. Poco più di un mese fa è stato presentato il nuovo piano di investimenti per complessivi 12 milioni e mezzo di euro destinato agli ospedali del Lazio parte dei quali destinati ai nosocomi pontini: 2,2 milioni andranno infatti all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina per la riqualificazione e l’ampliamento del Dea e la manutenzione straordinaria dell’ex neurologia; 450mila euro invece saranno utilizzati per l’acquisto di nuove attrezzature nei presidi di Terracina, Fondi e Formia e 674mila euro serviranno per ampliare, ristrutturare e adeguare gli impianti antincendio dei nosocomi di Latina, Terracina e Fondi. Interventi concreti come è concreta la stabilizzazione del personale che prenderà il via già da quest’anno e proseguirà per i successivi tre con di circa 500 precari in servizio da più di tre anni,  intervento grazie al quale la Asl potrà definire la propria pianta organica ed assumere in ragione di ciò che realmente serve. Dopo anni e anni di totale immobilismo prende forma un reale progetto per migliorare la sanità pontina attraverso il potenziamento delle strutture e la valorizzazione delle professionalità, il tutto senza chiudere alcuna struttura ospedaliera: si avvicina quindi la realizzazione del Dea di II livello al Goretti, del Dea di I livello a Formia e del rafforzamento del polo che comprende gli ospedali di Fondi e Terracina: sono risultati concreti - conclude il consigliere regionale del Partito Democratico - la cui realizzazione è stata possibile grazie alla buona amministrazione della Regione, che ha tagliato sugli sprechi e investito sui servizi».

Questo invece il pensiero del consigliere regionale di Forza Italia Pino Simeone:“E alla fine anche gli esponenti del Pd si rivoltano contro le promesse da marinaio di Zingaretti. Ultimi, ma solo in ordine di tempo, a chiedere concretezza al presidente della Regione Lazio sono gli esponenti del circolo “Piancastelli” di Formia, gli irriducibili falce, martello e stella, costretti evidentemente a prendere atto del fatto che dopo tre anni l’operato di Zingaretti non sia più difendibile. Questo a dimostrazione che le nostre parole non erano dettate da prese di posizione politica ma dalla constatazione della realtà. Quella che trova voce nella disperazione dei nostri cittadini che continuano a scontrarsi con servizi carenti, costi lievitati e assistenza al lumicino. A chiedere interventi seri per l’ospedale Dono Svizzero di Formia, oggi sono gli stessi che, a maggio 2015, dieci mesi fa, quando venne pubblicata l’autorizzazione all’assunzione in deroga al blocco del turnover di tre cardiologi contestarono le nostre considerazioni. Definirono “il solito allarmismo” le nostre osservazioni che miravano ad evidenziare come tale provvedimento fosse una goccia nel mare rispetto alle effettive esigenze degli ospedali pontini e che le criticità di cardiologia ed emodinamica a Formia si sarebbero solo acuite. Per di più mandare due unità per cardiologia e non sostituire quelle andate in pensione non risolveva nulla. E il risultato è che oggi le rassicurazioni di Zingaretti sul potenziamento dell’ospedale di Formia sono rimaste carta straccia tanto che il servizio di emodinamica non è ancora operativo h24, ma funziona solo dalle 8 alle 15 dal lunedì al venerdì. Altri reparti fondamentali, come la rianimazione sono ormai al collasso per assenza di anestesisti, e il servizio di emergenza urgenza a cui il Dono Svizzero di Formia è deputato non viene garantito per mancanza di personale. E queste falle sono diventate voragini non solo a Formia ma anche al Fiorini di Terracina, che assorbe in parte il depotenziamento del San Giovanni di Dio di Fondi, che non ha personale sufficiente per coprire le richieste di entrambi i nosocomi e le esigenze dei reparti. Il San Giovanni di Dio di Fondi è diventato la caricatura di se stesso grazie al mancato potenziamento dei servizi di emergenza urgenza e del Pronto Soccorso, al mancato aumento dei posti letto del reparto neonatale, alla assenza dei servizi di supporto per l’ostetricia e la ginecologia. Per l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, che dovrebbe diventare Dea di II livello, continuano ad essere insufficienti gli anestesisti con ripercussioni sulla regolarità dell’attività operatoria. In questo quadro desolante, di cui abbiamo citato solo alcuni esempi, si aggiunge la mancanza degli strumenti fondamentali per svolgere l’assistenza tanto che i dipendenti del Goretti di Latina sono stati costretti a comprare i guanti monouso al supermercato. In questi tre anni Latina e la sua provincia hanno dimenticato anche il volto del presidente della Regione Lazio con l’unica certezza che in vista delle imminenti elezioni amministrative si rivelerà di nuovo, in tutto il suo splendore, e con nuove promesse da marinaio. Lo attendiamo anche noi nella speranza che saltando da una conferenza stampa all’altra abbia il tempo di fare un giro tra le macerie in cui lui stesso ha trasformato le nostre eccellenze. Di una cosa Zingaretti può essere certo, le emergenze della sanità pontina non si risolveranno da sole o continuando ad ignorarle. Serve una pianificazione seria e concreta. Le chiacchiere stanno a zero”.

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