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Venerdì 09 Dicembre 2016

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La conversione di Forza Italia. Simeone: "Acqualatina diventi 100% pubblica"

Latina

Ci sono voluti quasi 5 anni ma Forza Italia adesso si schiera dalla parte dei cittadini che votarono per l'acqua pubblica nei referendum del 2011. Il partito, che da sempre ha fatto il bello e cattivo tempo dentro Acqualatina e che addirittura ha visto il suo leader Claudio Fazzone fare il presidente della spa, adesso vuole ritornare alla gestione pubblica. Il consigliere regionale Giuseppe Simeone, che di Acqualatina è stato in passato consigliere di amministrazione, dice che ora è il momento di tornare alla gestione 100% pubblica. 

"Gestione dell’acqua, l’obiettivo da perseguire è quello della efficienza del servizio nel rispetto dell’esito referendario - afferma Giuseppe Simeone - In questi giorni in cui si è acceso il dibattito sulla possibilità, da parte di Acea, di acquisire il 49% delle quote di Acqualatina detenute dal socio privato Idrolatina, credo sia fondamentale una riflessione che non può prescindere dai dati di fatto. Acqualatina, in questi anni, ha dimostrato di essere una società efficiente, ha effettuato, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti, una depurazione attenta e costante delle acque consentendo ai Comuni dell’Ato 4 di conquistare e confermare numerose bandiere blu. Con investimenti propri è riuscita a risolvere il problema dell’arsenico a Cisterna. Ha risolto l’annoso e sistematico nodo della crisi idrica nell’area del sud pontino mantenendo le tariffe in linea con i parametri nazionali. Il tutto con bilanci in attivo, basti pensare che quello del 2014 è stato chiuso con un attivo pari ad oltre 11 milioni di euro, tutti messi a disposizione del territorio. Oggi, inoltre, la società, conta su una compagine, che va dal presidente sino ai funzionari, formata da persone del territorio che sono cresciute, ed hanno acquisito specifiche professionalità nel settore, contribuendo a rendere Acqualatina un esempio sul piano della gestione delle risorse idriche sul territorio. E’ una società sana, che ha fatto della qualità del servizio un fiore all’occhiello della nostra provincia e nel Lazio e come tale è normale che faccia gola a chi come Acea può trarre solo vantaggi dall’acquisizione. Per queste ragioni credo che Acqualatina sia un patrimonio da non disperdere ma da tutelare. Passaggio che trova la condivisione non solo del centrodestra ma anche del Pd che, durante la discussione del Ddl sull’acqua alla Camera, ha proposto un emendamento nel quale si sostiene con forza che il servizio idrico integrato debba essere pubblicizzato chiarendo che esiste un pubblico virtuoso capace di fare investimenti, di chiudere le procedure di infrazione e di dare un servizio di qualità. Oggi l’obiettivo da raggiungere è quello di rendere pubblica la società. Per farlo dobbiamo usare tutti gli strumenti a disposizione affinchè Acqualatina sia valorizzata nell’ottica di una tutela degli utenti evitando anche una regionalizzazione della gestione delle risorse idriche che allontanerebbe i servizi dalle effettive e specifiche esigenze dei territori. Per queste ragioni mi batterò in consiglio regionale affinchè nel “Fondo regionale per la ripubblicizzazione”, contemplato nella legge regionale 5/2014 sulla “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, siano inserite le risorse necessarie a favorire questo passaggio. Questa deve essere una battaglia condivisa e mi auguro che tutti i sindaci dell’Ato4 sottoscrivano l’ordine del giorno presentato proprio nella direzione di una pubblicizzazione della società. Il ruolo dei Comuni in questo processo è fondamentale e mi aspetto che la strada che verrà seguita vedrà l’impiego degli utili prodotti dalla società per l’acquisto delle quote oggi in mano ai privati. E, soprattutto, spero che il presidente Zingaretti colga questa opportunità dimostrando concretamente di voler garantire il processo di pubblicizzazione dell’acqua in tutti gli Ato del Lazio anche in coerenza con la posizione espressa dai suoi colleghi di partito a livello nazionale e, soprattutto, nel rispetto dell’esito referendario e dell’esplicito volere dei cittadini. L’obiettivo condiviso deve essere assicurare ad una società che ha ben operato in questi anni di continuare a produrre risultati di qualità ed efficienza a vantaggio di un servizio fondamentale per i cittadini”.

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