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Sabato 03 Dicembre 2016

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Caso Censi, i misteri dell'ultimo viaggio in Svizzera
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Caso Censi, i misteri dell'ultimo viaggio in Svizzera

Latina

Gli eventi si sono accavallati in maniera anche precipitosa, soprattutto all’indomani della notizia del coinvolgimento di alcuni investigatori della Guardia di Finanza in un procedimento giudiziario venuto fuori a ridosso dell’inchiesta Don’t touch.
Dalle attività di intercettazione condotte sulle utenze di alcuni personaggi di spicco coinvolti nell’indagine sulla commistione tra criminalità comune e colletti bianchi, erano state raccolte delle conversazioni che rimandavano a persone indagate in un altro procedimento, e la circostanza aveva imposto l’arresto di due finanzieri e immediatamente acceso i fari su una vicenda fino ad allora rimasta coperta da uno stretto riserbo. Quell’indagine, che riguarda la gestione di flussi finanziari poco trasparenti e coinvolge imprenditori e professionisti, aveva attirato l’attenzione anche dell’avvocato Paolo Censi, che forse temeva vi fossero coinvolti suoi clienti e che dunque di riflesso potesse trovarsi di lì a poco esposto di riflesso al clamore di un’inchiesta giudiziaria.
Sui giornali era venuta fuori anche la notizia che il procedimento che aveva portato all’arresto dei due finanzieri contava almeno quindici indagati, e non è escluso che l’avvocato Censi avesse ben presente di quale ambiente specifico si trattasse.
All’indomani del suicidio del legale, era emerso che Censi aveva fatto ripetutamente la spola con la Svizzera, per assolvere ad una serie di impegni professionali per conto di suoi clienti: quelle “missioni” erano forse delle prestazioni che avrebbero potuto esulare da compiti squisitamente professionali?
Allo stato delle indagini la figura di Paolo Censi risulterebbe assolutamente integra, ma nel corso dell’escursione dell’altro giorno in Svizzera il pm Spinelli e il dirigente della Squadra Mobile Galante avrebbero accertato personalmente che l’ultima volta che l’avvocato aveva messo piede nell’istituto di credito elvetico era accompagnato da due suoi clienti, un professionista e un noto imprenditore entrambi di Latina. Venuto a conoscenza del fatto che proprio quei clienti erano sottoposti ad indagine, e che l’attenzione degli inquirenti era rivolta alle modalità di accumulo del denaro che finiva in Svizzera ed al suo successivo riutilizzo in Italia, non è escluso che l’avvocato Censi abbia maturato il timore di rimanere coinvolto in quell’indagine esplosiva.

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