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La pista pontina del riciclaggio

Latina

Si cerca l’anello di congiunzione con il suicidio dell’avvocato Censi, ma l’indagine era partita molto prima

Saranno gli investigatori della Guardia di Finanza il banco di prova per la tenuta dell’inchiesta in corso sul flusso di denaro che da Latina prendeva la strada della Svizzera per poi rientrare in Italia con modalità ancora non chiarite.
Gli uomini del colonnello Giovanni Reccia, che hanno preso parte alla trasferta elvetica insieme al sostituto procuratore Spinelli e al capo della Mobile Galante, dovranno assolvere al compito di decifrare in partenza e in arrivo i movimenti di capitale che costituiscono il perno dell’inchiesta già in fase avanzata su una serie di attività imprenditoriali, che muovendo dal territorio pontino riuscivano a procacciare grandi quantità di denaro che venivano trasferite su un conto svizzero anonimo riconducibile ad un noto professionista del capoluogo. I quesiti da sciogliere sono innanzitutto legati alla legittimità delle operazioni attraverso cui quei fondi venivano accumulati; in secondo luogo bisognerà cercare di capire con quali modalità il denaro veniva trasferito sul conto depositato presso una banca di Lugano; infine bisognerà accertare quando, in che misura e con quali mezzi parte di quel denaro tornava in Italia, non è escluso dopo avere subito diversi spostamenti estero su estero.

L'articolo completo in edicola con Latina oggi (19 febbraio 2016)

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