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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Caso Gaeta in commissione parlamentare rifiuti
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Economia del mare, accordo tra Consorzio industriale e sindacati

Golfo

Ci sono segni di ripresa del tessuto produttivo industriale del sud pontino. Lo dice il Consorzio Industriale e lo confermano le segreterie di Cgil Cisl e Uil. Insieme hanno sottoscritto un accordo che prevede cooperazione per rafforzare quello che definiscono un processo di "vera e propria reindustrializzazione diversificata", in atto nel territorio meridionale della provincia. L'aspetto critico del trend è che la ripresa avviene con fatica. Le imprese invocano infrastrutture adeguate ai compiti, servizi e reti tecnologiche. In mancanza le aziende non riusciranno a collocarsi nel mercato competitivo. Per questo sono fondamentali le strategie condivise e gli sforzi comuni delle aziende, delle istituzioni, del sindacato dei lavoratori. L'accordo è stato sottoscritto da Salvatore Forte, presidente del Consorzio Industriale del sud pontino e dai segretari di Cgil Cisl Uil, Anselmo Briganti (Cgil), Tommaso Ausili (Cisl), Luigi Garullo (Uil). Si prevede che, per i nuovi insediamenti produttivi, dovranno essere utilizzati i siti industriali dismessi, dopo gli opportuni lavori di bonifica, recupero e implementazione dei servizi. I trasporti e la logistica avranno un ruolo fondamentale, in quanto collegati alle attività del porto di Gaeta e alla riattivazione del tronco ferroviario Formia-Gaeta. Evidenziato anche il ruolo della finanza e del credito. Sarà sostenuto, in particolare, lo sviluppo di un sistema di microcredito per le nuove imprese e le professioni. Al centro del progetto, l'economia del mare, come vocazione principale del territorio. A questo proposito, Consorzio e sindacato, fanno proprio il documento programmatico "Call for proposal POR FESR Lazio 2014-2020", elaborato dalla Camera di Commercio di Latina, condiviso dalle istituzionali locali, dalle parti sociali. Secondo questo documento siamo alla vigilia di una forte espansione dell'economia del mare. "I dati statistici contenuti, sia nel piano regionale dei porti che nel piano regionale delle merci, confermano l'esistenza di una forte, quanto inevasa, domanda per la portualità commerciale e turistica. La bellezza delle coste, il patrimonio culturale e ambientale, nonché la vicinanza delle isole ponziane, rappresentano elementi peculiari di forte richiamo per la nautica da diporto e crocieristica, così come per l'antichissima tradizione marinara commerciale di Gaeta. E' prevista la crescita del fatturato relativo ai prodotti ed ai servizi di qualità, destinati alla clientela con capacità di spesa più elevata (riposizionamento in alto del target di clientela). Gli investimenti che tengono conto di questa parte della domanda potranno assicurare profitti capaci di ripagare, nel breve periodo, gli investimenti effettuati."

Su questo aspetto il call for proposal, detto anche il tappeto volante del'economia pontina, parla chiaro. Il nostro territorio se vorrà essere competitivo dovrà ottenere " una forte presenza sui mercati internazionali maturi in termini di servizi ed incoming per il comparto nautico, un ingresso nella fascia alta dei consumer nei mercati emergenti " .Solo così potrà rispondere alla prossima, imminente, data per sicura : " esplosione in termini di incoming del settore turistico (specie circuiti turistici asiatici), il recupero, in termini di fascia alta, dei flussi turistici europei e nordamericani e l’ingresso in nuovi mercati del turismo tematico (benessere, sport, pesca ricreativa, pescaturismo,turismo green etc). "

Ma anche nella pesca abbiamo tradizioni, competenze da far valere . A patto di offrire " prodotti certificati,tracciabili e di qualità, che realizzeranno un upgrade delle quote di mercato della filiera ittica, con evidenti elementi distintivi rispetto agli attuali competitor, del mediterraneo in particolare. Il nuovo posizionamento nella fascia alta del valore e sui mercati internazionali richiederà nuovi modelli organizzativi e l’ampliamento della catena,specie dei servizi turistici, con nascita di start-up innovative, come logistic server provider, tour operator digitali, new media turistici, industrie culturali e ricreative della filiera del mare. Nasceranno reti di imprese trasversali alle direttrici per integrare l’offerta turistica ed è ragionevole pensare ad una crescita del dimensionamento delle imprese del settore ittico e della cantieristica navale per affrontare i mercati internazionali. Importanti ricadute della “Proposta – Lazio Blu- Innovazione e Mare” si avranno, inoltre, in termini di adeguamento del sistema formativo attraverso il coinvolgimento dell’ITS Caboto di Gaeta per la nautica e l’Accademia del Mare per nuove figure manageriali di system integrator turistici, data scientist per big data del turismo e T.E.M. per tutte e tre le direttrici, ricercatori per nuovi materiali e professionalità skillate nel biotech per la filiera ittica. Importante, inoltre, sarà in questo quadro la ricaduta sulle politiche attive del lavoro che porterà i sistemi produttivi ed istituzionali a lavorare insieme per l’inserimento di nuove figure di agenti di marketing tematico e territoriale, in grado di attuare forme di Public-Private-Partnership, in particolare nei servizi turistici e nella promozione di un brand unico attraverso una piattaforma tecnologica tematica unica. Infine, è rilevabile un effetto moltiplicatore di capitali privati generabile dall’indotto dell’evento dello Yacht Med Festival di Gaeta. Un appuntamento che avrà un ruolo chiave in questa strategia di riposizionamento, trasformandosi in un board permanente, nel quale creare matching tra investitori del settore della nautica, buyers ma, soprattutto, per favorire l’attrazione di investimenti, fungendo da market place per grandi tour operator mondiali per definire nuovi modelli di offerta turistica tematica legati alla blue economy. "

L'accordo sottoscritto ieri si inserisce nel complesso quadro delle attività volte a sostenere il "call of proposal" pontino. Ma perchè il "tappeto volante" decolli realmente, saranno indispensabili due fattori. Il primo è che il territorio sappia sostenere unitariamente, a partire dal confronto con la Regione, lo stato, fino alle istituzioni Ue, le prospettive e le attese dell'economia della provincia. Il secondo fattore critico di successo sarà la capacità di "innalzare la competitività del territorio, attraverso il sostegno ai processi innovativi, riferiti sia alla governance pubblica che al tessuto imprenditoriale, per favorire la crescita della produttività, il contenimento delle disuguaglianze accumulatesi negli ultimi anni e l’allargamento della platea dei beneficiari dell’auspicata ripresa economica."

Perchè, se è opportuno e conveniente offrire prodotti vincenti al target più alto del mercato, senza una larga platea di consumatori, la domanda, specie quella interna, langue e l'economia non cresce come vorremmo.

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