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Sabato 10 Dicembre 2016

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"La Ferilli, un sogno che si avvera". Parola di Emanuel Caserio

Emanuel Caserio con Sabrina Ferilli

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"La Ferilli, un sogno che si avvera". Parola di Emanuel Caserio

Latina

Un cast con nomi importanti e tra loro quello di Emanuel Caserio, l'attore di Latina che in Forever young indossa i panni del toy-boy di Sabrina Ferilli, giovane sul serio e anche molto bravo, tanto da reggere il confronto con professionisti come Teo Teocoli, Fabrizio Bentivoglio, Luisa Ranieri e Lillo.
Proprio con Emanuel ci incontriamo per parlare un po' del film di Brizzi...
Forever young è il tuo film più recente in uscita sugli schermi. Parliamo di questa importante esperienza e dimmi perché consigli di andarlo a vedere?
Perché è una commedia generazionale, che riguarda tutti: figli, genitori, zii e nonni. E’ un film che riesce a coinvolgere lo spettatore dall'inizio alla fine, utilizzando una chiave tragicomica perfettamente funzionante.
Nella finzione scenica sei il figlio di Luisa Ranieri e l'amante di Sabrina Ferilli, due attrici brave e bellissime. Come è stato lavorare con loro? Qualche aneddoto?
Lavorare con Sabrina Ferilli è stato meraviglioso. Un sogno che si è realizzato. Ricordo ancora le prime scene che abbiamo girato e i battiti del mio cuore. La paura di sbagliare o di non essere all'altezza di un'attrice del suo calibro era tanta. E' stata lei a facilitarmi il compito mettendomi a mio agio con la sua gentilezza e la sua professionalità. Sì, ho imparato molto grazie ai suoi precisi consigli e spero di poter lavorare di nuovo al suo fianco in futuro. Con Luisa Ranieri, che invece interpreta mia madre, è stato interessante lavorare e costruire il tormentato rapporto fra madre e figlio. Ricordo ancora le tante risate con lei sul set, tra un ciak e l'altro.
L'amore fra una donna matura e un ragazzo può avere un domani secondo te?
Non so se una tale relazione possa avere un domani, ma di una cosa sono certo: consiglio a tutti i ventenni una relazione con una cinquantenne bella come Sabrina Ferilli. A me è realmente accaduto, avevo 20 anni. Una storia distruttiva e meravigliosa allo stesso tempo. E' durata sei mesi. Con quella donna, molto più avanti negli anni di me, ho imparato l'arte di amare. Ripeto, mi appello a tutti i ventenni (scherza e sorride, ndr): cercate una relazione con una cinquantenne e gliene sarete grati. Non solo voi, ma anche la vostra futura compagna.
Hai lavorato in teatro, nel cinema e in televisione con professionisti famosi, acquistando esperienze rilevanti. Quali consideri le più significative?
Fra tutte sento di dover ricordare con gratitudine quella sul palcoscenico accanto a Sergio Fiorentini, attore e doppiatore purtroppo scomparso qualche anno fa . Con lui feci uno spettacolo al Teatro della Cometa. Mi insegnò la puntualità, l'umiltà e la professionalità, tutte qualità che un attore deve avere. Anche a questo film, a fianco di Sabrina Ferilli, devo molto. Lei mi ha insegnato anche a relazionarmi con la macchina da presa, catalizzando l'attenzione su di essa, e l'importanza dei piani d'ascolto che per un attore hanno grande valore. Ricordo poi l'esperienza formativa durante il triennio al Centro Sperimentale di Cinematografia con Giancarlo Giannini. Da lui ho appreso come calibrare fantasia e follia, cocktail necessario per un attore.
Ormai ti sei affermato in tutti questi campi, per non parlare del Web. Al Roma Fiction Fest hai vinto il premio nel 2013 per la miglior interpretazione maschile nella serie Roles. Hai raggiunto con successo diversi traguardi, quale ti appaga maggiormente?
La serata della premiazione del Roma Fiction Fest la ricordo come fosse stata ieri. Gioia allo stato puro! Quella sera vinsi come miglior interprete di serie web, quindi al Web debbo molto, ma la mia più grande passione, il mio vero amore è il Cinema.
Vuoi scegliere tre aggettivi per illustrarci la personalità di Emanuel Caserio?
Più che tre aggettivi sulla mia personalità preferisco dire quattro caratteristiche che rappresentano in pieno Emanuel: semplicità, denti grossi, guance rosse e l'orecchio sinistro più a sventola del destro. Evviva i difetti estetici, sono questi che ci rendono unici!
Tu sei di Latina e sai come scotti oggi l'argomento Teatro in questa città e come si pensi che qui la Cultura venga posta in secondo piano. Hai provato anche tu sulla tua pelle il fatto che i giovani artisti per avere una chance debbano andarsene altrove?
Ho saputo dai miei colleghi che è molto difficile lavorare nella nostra città, in quanto mancano strutture e risorse. Purtroppo il Teatro è sempre stato politicizzato. Riguardo alla fuga invece penso che andarsene non sia sintomo di disinteresse ma di crescita, quindi ben venga il confronto in altri contesti. Latina comunque è sempre la mia città, anche se attualmente vivo a Roma per lavoro. Mio padre, mia madre e mia sorella vivono a Latina e per me è sempre un piacere tornare.
Progetti per il futuro?
Circondarmi quotidianamente di persone migliori di me.

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