L’attenzione degli investigatori della Questura si sta concentrando sul patrimonio che aveva Giovanni L., l’uomo di 53 anni, compiuti lo scorso 10 febbraio, morto alcuni giorni fa a Latina al termine di una malattia molto grave.
Alcuni familiari hanno presentato una serie di esposti e i reati ipotizzati sono quelli di truffa, appropriazione indebita, falso e circonvenzione di incapace che adesso sta valutando il pm. La morte di Giovanni, Gianni per tutti, da diversi profili è in fase di accertamento e nei giorni scorsi è stata disposta l’autopsia dal magistrato titolare del fascicolo Gregorio Capasso e per conoscere i risultati ci vorranno novanta giorni ma tra le ipotesi che il pm non trascura c’è anche quella di una morte indotta a causa di un eccessivo dosaggio di alcuni farmaci.
Al centro di questa storia c’è un patrimonio di un milione e mezzo di euro, tra cui una casa con piscina a Sabaudia, diversi appartamenti a Latina e altri beni che sono finiti, tramite una compravendita e una donazione, soltanto ad alcuni parenti. Per la compravendita è stato chiamato in causa un notaio di Latina e l’atto è stato firmato quando l’uomo era ricoverato in ospedale al Goretti in occasione della radioterapia e della terapia del dolore. Questi atti sono finiti sotto la lente di ingrandimento degli investigatori e risalgono allo scorso febbraio, inoltre alcuni appartamenti sono stati venduti al prezzo di 70mila euro.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (19 marzo 2016)