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Martedì 06 Dicembre 2016

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Inneggiava al Califfato e alla jihad il tunisino di Latina espulso dall'Italia

Uno dei volantini trovati in casa del tunisino

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Inneggiava al Califfato e alla jihad il tunisino di Latina espulso dall'Italia

Latina

Nel corso degli ultimi mesi, la Sezione Antiterrorismo della Digos di Latina ha intensificato l’attività di prevenzione e di monitoraggio sulle comunità islamiche del capoluogo e dell’intera provincia, in particolare focalizzando l’attenzione su soggetti radicalizzati e pervasi da sentimenti di avversione per il mondo occidentale, che potrebbero rappresentare una minaccia per la sicurezza della collettività o comunque svolgere una pericolosa attività di proselitismo.

In particolare, mirati servizi predisposti dopo gli attentati terroristici che hanno insanguinato l’Europa Occidentale e pianificati sul tutto il territorio nazionale dalla Direzione Centrale di Prevenzione della Polizia di Stato, hanno permesso di identificare in ambito provinciale 438 persone straniere e di effettuare 26 perquisizioni domiciliari; sono state controllate 98 strutture ricettive ed esercizi pubblici (abituali ritrovi di soggetti extracomunitari) e sono stati denunciati in stato di libertà 6 stranieri regolari con l’ipotesi di reato del Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Infine nella giornata di ieri, dopo la prevista convalida da parte della competente A.G., la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un Decreto di Espulsione dal territorio nazionale firmato dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano ed emesso per motivi di tutela della Sicurezza dello Stato. Si tratta di un cittadino tunisino di 50 anni residente a Latina, in possesso di una carta di soggiorno per lungo periodo e di professione venditore itinerante, il quale da tempo era monitorato dalla Digos perché ritenuto fortemente ideologizzato ed attestato su posizioni proprie dell’Islam radicale.

Sottoposto a perquisizione domiciliare nel dicembre scorso, fu trovato in possesso di copioso materiale cartaceo in lingua araba con espliciti riferimenti al Califfato e scritti che incitavano i giovani musulmani a compiere azioni violente, un personal computer ove conservava moltissime immagini cruente sul conflitto in Siria oltre a filmati di miliziani impegnati in azioni di guerra e documentazione molto critica verso gli Stati occidentali. Le risultanze acquisite dalla Polizia di Stato hanno consentito al Ministro dell’Interno, quale Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza, di firmare il Decreto di Espulsione a tutela della Sicurezza dello Stato, portato a termine nella giornata di ieri.

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