«Insulti, parolacce e umiliazioni che... non possono considerarsi semplici mezzi di correzione». E’ ancora una volta una breve frase a riassumere tutto e a descrivere cosa è successo tra ottobre 2015 e febbraio 2016 nella scuola materna di piazza Dante. Come in tutte le piccole o grandi storie che superano la fantasia oltre che la legalità anche questa ruota attorno a pochi ma significativi elementi: l’arroganza espressa verso i bambini, la paura di questi ultimi, le prime verità su quello che sembrava solo un brutto pettegolezzo. A novembre 2015 un gruppo di quattro mamme presenta denuncia per maltrattamenti sui rispettivi figli da parte di due insegnanti della scuola per l’infanzia «Manfredini» di Latina e dopo un paio di settimane tutte vengono ascoltate dagli inquirenti per cercare di comprendere meglio le circostanze esposte. La prima deposizione è generica e parla di una delle insegnanti, l’attuale principale indagata Rita B., come di un persona che «era solita assumere un comportamento alterato e violento nei confronti dei bambini più piccoli quando piangevano e rifiutavano di stare fermi al banco». Poi arriva la prima descrizione dei fatti: la stessa maestra era stata vista strattonare una bambina di tre anni.

Articolo completo su Latina Oggi del 20 marzo 2016 (Riproduzione vietata)