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Sabato 10 Dicembre 2016

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Carmine Ciarelli

Carmine Ciarelli al momento dell'arresto

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Carmine Ciarelli ai domiciliari: il caso arriva anche in Parlamento

Latina

Sta scontando la sua pena a Venafro, lontano dal capoluogo pontino dove il suo clan si è ritagliato una fetta consistente della criminalità locale, ma il fatto che un personaggio del calibro di Carmine Ciarelli sia detenuto in regime di arresti domiciliari suona decisamente male. Al punto che il deputato del gruppo misto Claudio Fava ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno Angelino Alfano per conoscere «quali strumenti di prevenzione e contrasto siano stati posti in essere per impedire il riorganizzarsi del suddetto clan, ancora attivo nella zona di residenza del Ciarelli, grazie anche alla figura carismatica che ricopre il loro capo indiscusso». Del resto, come ricorda lo stesso Fava, Carmine Ciarelli è stato condannato «dalla corte d’appello di Roma il 23 ottobre 2015 alla pena di 20 anni e 4 mesi di detenzione per aver promosso e diretto l’associazione a delinquere denominata clan Ciarelli Di Silvio - e ancora - Si tratta di un elemento di elevata pericolosità così descritto dalla sentenza della Corte d’appello di Roma: “quanto alla posizione di Carmine Ciarelli già capo indiscusso all'interno della propria famiglia, basta rilevare che è egli stesso a rivendicare la posizione di supremazia e valenza criminale assunta da circa trent'anni nel settore e nell'intera città di Latina [...] si consideri che il patto di alleanza stretto tra i Di Silvio e i Ciarelli era destinato a riaffermare la supremazia della fazione criminale di origine rom, coalizione nata subito dopo l'attentato di Carmine Ciarelli con lo scopo di vendicare il gesto di sfida annientando la fazione antagonista”; numerose sentenze attestano il livello di pericolosità e di radicamento del clan Ciarelli-Di Silvio».

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